22 maggio 2013

Meditazione: benefici a livello cerebrale


Avete visto il film “Wall Street”? La trama mostra la vita degli agenti di borsa continuamente sottoposti ad altissimi livelli di stress, i quali fanno ampio uso di cocaina per mantenere questo ritmo frenetico e mantenersi costantemente attenti alla fluttuazione dei numeri.

Certo è che oggi come oggi viviamo in una società la quale gira vertiginosamente che, quando dobbiamo affrontare situazioni di lavoro che richiedono tutta la nostra attenzione e che ci generano ansia e stress a livelli altissimi, è facile essere tentati di ricorrere all’aiuto di “sostanze chimiche”.

Ad ogni modo, non molto tempo addietro, Walter Zimmermann (uno dei maggiori finanzieri esperto in investimento di capitali) concesse un’intervista nella quale dichiarò che il segreto per mantenersi attivo, attento e con le emozioni sotto controllo, no sono le droghe e tantomeno la caffeina, ma piuttosto 40 minuti di meditazione tutte le mattine.

A confermare questa affermazione interviene uno studio condotto da Sara Lazar, ricercatrice del General Hospital del Massachusetts, secondo la quale la meditazione produrrebbe un aumento nella densità della materia grigia cerebrale. Per giungere a queste conclusioni si sono analizzati i cervelli di 20 persone che non si erano mai dedicati alla meditazione. Inoltre, si è potuto riscontrare che più erano gli anni durante i quali queste persone si erano dedicati alla meditazione tanto più dense erano queste aree del cervello.

La conclusione è che la meditazione non solo può contribuire a migliorare la nostra attenzione ma anche la capacità di prendere le decisioni e, inoltre, prevenire l’invecchiamento del cervello e le malattie ad esso collegate.

Ma i benefici della meditazione non finiscono qui. Uno studio realizzato da Bruce O’Hara, professore dell’Università del Kentucky, ha confrontato l’impegno di un gruppo di studenti che praticava regolarmente meditazione e altri gruppi, questi ultimi dedicati solo a guardare la TV e a dormire.

Dopo qualche tempo, furono tutti sottoposti ad un esperimento nel quale si richiedeva particolare attenzione e si valutava la velocità di risposta di fronte ad uno stimolo ambientale. Come è possibile immaginare, chi aveva praticato meditazione era molto più rapido a reagire e mostrava maggiore attenzione rispetto all’ambiente circostante.

Questi benefici della meditazione rispetto al processo dell’attenzione si possono spiegare a partire dagli studi realizzati da Richard Davidson, il quale ha riscontrato che le persone che praticano regolarmente la meditazione presentano un quadro cerebrale con una quantità di onde gamma superiore (le onde gamma sono strettamente vincolate all’attenzione).

Riassumendo, la meditazione provoca realmente cambiamenti a livello cerebrale che ci permettono di essere più attenti agli stimoli ambientali e questo ha conseguenze molto positive sul modo in cui prendiamo le nostre decisioni e nel nostro rendimento quotidiano. Senza alcun dubbio, una opzione da tenere ben presente se desideriamo aumentare le nostre capacità e migliorare la qualità della nostra vita.

Fonti:
O’Hara, B. F. et. Al. (2010) Meditation acutely improves psychomotor vigilance, and may decrease sleep need.Behavioral and Brain Functions; 6(47): 2-9.
Lazar, S. W. et. Al. (2005) Meditation experience is associated with increased cortical thickness. Neuroreport; 16(17): 1893–1897.
Davidson, R. J. et. Al. (2003) Alterations in Brain and Immune Function Produced by Mindfulness Meditation.Psychosomatic Medicine; 65:564-570.

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Jennifer Delgado Suárez

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