6 maggio 2013

Freud e la cocaina: perché?


Probabilmente tutti sanno che Freud è stato il padre della psicoanalisi e coloro che hanno approfondito un poco di più la storia della sua vita sanno anche che era un consumatore abituale di cocaina. Ad ogni modo, le ragioni che portarono Freud a consumare regolarmente cocaina restano sconosciute.

Recentemente Howard Markel, professore di Storia della Medicina all’Università del Michigan, ha cercato di fare luce su questo punto nel suo libro: “An anatomy of addiction: Sigmund Freud, William Halsted and the Miracle Drug Cocaine”.

1. Al principio Freud venne attratto dalla cocaina perché desiderava aiutare un amico intimo. Uno degli amici più intimi, il dottor Ernst von Fleischl-Marxow, era dipendente dalla morfina e Freud pensava che la cocaina avrebbe potuto curarlo.

All’età di 25 anni il brillante Fleischl-Marxow ebbe un incidente mentre dissezionava un cadavere: si tagliò un dito della mano destra con il bisturi. Quella che sembrava una ferita senza nessuna importanza si trasformò in una terribile infezione che causò l’amputazione del dito.

Ma il vero problema giunse in seguito: il tessuto sano non riuscì a coprire adeguatamente la parte recisa così che questa si ulcerò e si susseguirono periodi di infezione continua. Il dolore era molto forte così che Fleischl-Marxow ricorse alla morfina per combatterlo e da qui, il cammino verso la dipendenza fu facile.

A quell’epoca la cocaina veniva considerata come una panacea per ogni tipo di dolore, dal semplice mal di testa alla depressione, quindi non è strano che Freud decidesse di iniziare a studiarla pensando che potesse risultare un antidoto contro la dipendenza.

Nel maggio 1884 probabilmente Fleischl-Marxow divenne il primo “drogato” in Europa a venire trattato con questo nuovo tipo di medicamento. Ovviamente, i risultati furono disastrosi.

2. Come molti altri dottori dell’epoca, Freud sperimentava i nuovi farmaci su di sé. In quel periodo era un’abitudine abbastanza normale che i medici provassero nuovi farmaci e vaccini sui propri corpi.

Secondo Howard Markel, durante varie settimane Freud ingerì svariate dosi di cocaina che variavano da 0,05 a 0,10 grammi. In questo modo fu capace di precisare con esattezza gli effetti secondari immediati della sostanza.

Ovviamente, ciò che non poteva analizzare erano gli effetti nel lungo periodo. Infatti, si afferma che giunse a raccomandarla e regalarla ad alcuni dei suoi amici per permettergli di essere più forti.

3. Il desiderio di avallare scientificamente una cura potentissima per diverse malattie. Nel 1884 Freud scrisse un saggio medico sulla cocaina denominato “Über Coca”. Ma contrariamente a quanto sperato, non ottenne molto successo.

In questo saggio parlava degli effetti fisiologici della cocaina e incorporava le sue stesse sensazioni ed esperienze. La raccomandava anche come soluzione per combattere l’abuso della morfina e dell’alcol, passando oltre il fatto che producesse dipendenza.

Dopo 12 anni di utilizzo compulsivo della cocaina, si pensa che Freud smise di consumarne nell’autunno del 1896.

Fonte:
Markel, H. (2011) An anatomy of addiction: Sigmund Freud, William Halsted and the Miracle Drug Cocaine. Nueva York: Pantheon Books.

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Jennifer Delgado Suárez

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