23 aprile 2013

Perché la vendetta è dolce?


Probabilmente tutti almeno una volta nella vita abbiamo sentito la frase: “la vendetta è dolce”, in riferimento ad un determinato grado di soddisfazione derivante dal constatare che chi ci ha fatto del male ad un certo punto della sua vita riceve ciò che secondo noi si merita. Ma … cosa c’è di vero in tutto questo? La vendetta ha veramente un sapore piacevole? E se sì, Perché?

Alcuni ricercatori dell’Università di Marburg in Germania, si sono chiesti la stessa cosa. Per cercare di rispondervi hanno coinvolto 83 studenti, i quali sono stati indotti a pensare che erano stati ingannati da un collega.

Ogni studente doveva scrivere un breve saggio che in seguito doveva passare ad altri studenti (esaminatori) perché vi apportassero delle correzioni. Ad ogni studente venne fatto credere che avesse ricevuto una valutazione errata ed un voto ingiustamente basso e che questi avrebbero influito sulla remunerazione economica che avrebbero ricevuto al termine dell’esperimento; sebbene in realtà non vi era nessuno studente che fungesse da esaminatore.

L’ultimo giro di vite consistette nel permettere agli studenti di partecipare ad un sorteggio dell’ultima ora, che era preparato in precedenza, per fare sì che lo studente presunto esaminatore scorretto, potesse perdere del denaro. Inoltre, venne offerta al presunto esaminatore l’opportunità di inviare un messaggio di testo allo studente. Cosa accadde?

Curiosamente, quando il collega perdeva del denaro gli studenti riportavano di essere molto soddisfatti. Ad ogni modo, se il collega non perdeva del denaro ma inviava loro un messaggio di testo nel quale riconosceva l’errore commesso, gli studenti si sentivano comunque soddisfatti. Chi non si sentì soddisfatto? Evidentemente coloro il cui collega non perse del denaro e tanto meno si scusò per l’errore commesso.

La perdita di denaro venne considerata come una sorta di “vendetta universale” che ha soddisfatto gli studenti, dato che riequilibrava il loro senso della giustizia; ma le scuse ottennero comunque lo stesso effetto. I ricercatori ipotizzano che la vendetta sia percepita molto di più che come un semplice strumento di equità nella sofferenza, ma piuttosto si tratterebbe di un atto di giustizia, che passa attraverso la messa in pratica di meccanismi di moderazione che possono essere più o meno adeguati e giusti,  attraverso i quali l’altro possa comprendere che le sue azioni sono state inadeguate.

I ricercatori concludono che la vendetta è giusta e soddisfacente solo quando chi ha arrecato l’offesa comprende perché viene punito. In questo modo, forse, si assapora il gusto piacevole della vendetta, perché ci conferma che esisterebbe una giustizia a garanzia delle pari opportunità per tutti. Questa sensazione ci conforta e ci fa sentire più sicuri.

Ma anche così, questo non significa che la vendetta sia un comportamento positivo e accettabile solo perché ci fa sentire bene. In alcune situazioni è molto più adeguato cercare di capire le ragioni che motivano l’altro e agire accettando le stesse, perché a volte la vendetta si converte solamente in un circolo vizioso che alimenta le emozioni negative.

Fonte:
Gollwitzer, M.; Meder, M. & Schmitt, M. (2010) What gives victims satisfaction when they seek revenge? European Journal of Social Psychology; 41: 364–374.

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Jennifer Delgado Suárez

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A me hanno ammazzato a sangue freddo un micio di appena tre anni di una dolcezza e buonismo mai conosciuto....solo per il gusto di fargli male. Ci sono delle indagini in corso e se questo infame venisse preso si farebbe appena due anni oltre ritiro a vita del porto d'armi. Prima della sentenza definitiva passeranno almeno 5 anni ma in Italia è una prassi, purtroppo. Si è trattato di un vero animalicidio volontario, il povero micio che era un vero patatone, è stato rincorso con lo scopo di assassinarlo, dopo averlo braccato e rinchiuso in un angolo gli è stato inferto un colpo di fucile dalla distanza (di massimo) un paio di metri ammazzandolo sul colpo, il corpo è stato lasciato in una pozza di sangue. Questo infame, probabilmente aiutato da un complice, sarebbe un cacciatore che nella zona (cui purtroppo sono venuto a vivere) non gode di buona reputazione (come tutti i suoi colleghi) visto gli innumerevoli casi che da anni avvengono nella valle...veri e propri episodi di ANARCHIA E FARWEST. Questo mostro ha sparato tra l'altro in prossimità di una strada principale e il dolce gattino, che aveva una vita davanti, è stato assassinato all'interno di una proprietà privata (struttura ricettiva) che al momento era chiusa. Oltre l'omicidio volontario vi sono appunto questi altri due reati: uso di un'arma (preventivamente caricata) in prossimità di abitazioni e strade più la violazione di un domicilio. Quel povero gattino che ho accudito fin dai primi mesi di vita e che è stato salvato in sardegna (tra l'altro una settimana prima di una pesantissima alluvione - destino?) è stato brutalmente assassinato per gioco, non tornerà indietro e se questo bastardo venisse anche preso, oltre i biblici tempi della giustizia italiana, si beccherebbe appena due anni di carcere.....personalmente è una giustizia di margine, superficiale e non equilibrata, come posso essere soddisfatto...come posso non pensare a vendicarmi magari non togliendo la vita all'essere ma magari tagliandoli le mani così che in futuro non accadano altri episodi violenti e soprattutto ingiustificati? è difficile mantenere il controllo mentale in questo mondo i cui valori da moltissimi anni sono già andati persi...che prospettive si possono avere per il futuro sapendo che certi individui fanno quello che vogliono spalleggiati da leggi pagliacce? La Terra è nostra Madre gli animali i nostri fratelli, come puoi rimanere fermo mentre stuprano tua Madre e uccidono i tuoi fratelli?

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