4 aprile 2013

Depressione: diffusa soprattutto nei paesi ricchi


Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, 121 milioni di persone soffrono di depressione. Tuttavia, la depressione non colpisce tutti nello stesso modo. Uno studio recente pubblicato dalla rivista BMC Medicine, ha analizzato i livelli di depressione in 18 diversi paesi ed è giunto alla conclusione che questo disturbo è molto più diffuso nei paesi ricchi rispetto ai paesi con minore reddito.

In termini statistici si afferma che gli indici di depressione sono maggiori in Francia (21%) e negli USA (19,2%), mentre che Cina e Messico mostrano gli indici più bassi, rispettivamente (6,5% e 8%). Inoltre, nei paesi ricchi la depressione tende ad apparire tra 25 e  26 anni di età.

Questo studio ha raccolto dati che si riferiscono ad oltre 89.000 persone che hanno risposto ad un questionario nel quale si valutavano i sintomi della depressione, la qualità del sonno, gli interessi personali, le attività quotidiane e altri dettagli anagrafici come: età, sesso, stato civile e reddito.

Aldilà delle cifre statistiche, la parte davvero interessante è conoscere il perché di questa differenza. Ovviamente i ricercatori avanzano la loro ipotesi: nei paesi ricchi vi è una maggiore differenza tra ricchi e poveri. Si presuppone che questa differenza ci renda meno felici e, quindi, più propensi a cadere in depressione.
http://www.lulu.com/content/e-book/combattere-la-depressione/16309165

Ad ogni modo, credo che questa spiegazione  costituisca solo la punta di un iceberg dalle dimensioni enormi. In primo luogo la depressione è una psicopatologia determinata da molteplici fattori, per questa ragione sarebbe sbagliato cercare una sola causa.

Per esempio, buona parte dei paesi ricchi come Inghilterra, Germania o Olanda, si trovano anche in una posizione geografica dove per buona parte dell’anno le condizioni climatiche sono pessime. Si conosce per esempio che in Olanda ed in altri paesi nordici, la tassa di suicidi è molto elevata e questi sono spesso riconducibili al Disturbo Affettivo Stagionale. I lunghi inverni freddi non causano solo una diminuzione nei livelli di melatonina ma limitano anche le opportunità di relazionarsi con gli altri, con i conseguenti effetti negativi sullo stato d’animo.

Ma oltre all’effetto negativo causato dai lunghi inverni, è molto probabile che nella depressione incida anche il modo di comprendere la vita che viene imposto da ogni tipo di società. Forse le persone che vivono nei paesi ricchi tendono a vivere la vita sempre in competizione, rincorrendo ansiosamente il successo senza approfittare dei piccoli piaceri che offre la vita quotidiana qui e ora. Le persone che vivono invece nei paesi poveri forse hanno appreso dalla nascita a godere delle piccole soddisfazioni del presente e così riescono a dare un sapore più dolce alla vita.

Ma chiaro … queste sono solo ipotesi …

Fonte:
Bromet, e. et. Al. (2011) Cross-national epidemiology of DSM-IV major depressive episode. BMC Medicine; 9.

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Jennifer Delgado Suárez

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