12 aprile 2013

Criticare in modo costruttivo, sei regole


Criticare è facile, fare una critica costruttiva è un arte. A volte sembra che la critica sia inserita direttamente nel nostro DNA, evitare di criticare gli altri ci risulta sempre molto difficile. Infatti, vi sfido a passare un giorno intero senza criticare nulla e nessuno. Certamente dopo poche ore vi ritroverete a criticare qualcosa o qualcuno.

Tuttavia, la critica non deve essere necessariamente negativa ma può anche divenire un punto d’appoggio per la crescita; in questo caso mi riferisco alla critica costruttiva.

L’obiettivo essenziale della critica costruttiva è quello di stimolare un cambiamento favorevole che apporti benefici all’altro (e questa è l’idea che dovremo sempre tenere presente quando andremo a criticare). Troppo spesso commettiamo l’errore di analizzare unicamente il nostro punto di vista senza tenere conto le necessità o i propositi degli altri. Per questo, prima di criticare, è necessario aprire la nostra mente e chiederci se la nostra critica può realmente apportare qualcosa di positivo all’altro.

A questo punto potete capire che fare una critica costruttiva che aiuti l’altro a crescere non è compito facile; ad ogni modo esistono alcune regole che possono aiutare:

1. Fare auto critica: Stiamo criticando un errore che noi stessi tendiamo a commettere? Suggeriamo a una persona che sia più flessibile quando noi non lo siamo? Normalmente la critica è accettata con piacere quando proviene da una persona fidata e matura. Questo significa che la tecnica: “fate quello che dico ma non quello che faccio” non si applica alle critiche costruttive.

2. Personalizzare: più la critica sarà personalizzata, maggiori saranno le probabilità che abbia effetto. Parlare in senso generale non aiuta, è meglio determinare dettagliatamente l’obiettivo e farlo percepire in maniera concisa e personalizzata nel caso che abbiamo di fronte.

3. Criticare i risultati e i comportamenti e non le persone: il fatto che qualcuno abbia fatto male qualcosa non significa che sia un incompetente. Il fatto che si sia comportato in maniera rigida di fronte ad una situazione non significa che sia una cattiva persona. Infine, quando critichiamo dobbiamo stare attenti alle parole utilizzate. Una critica costruttiva non ha l’obiettivo di far sentire male l’altro ma piuttosto di aiutarlo, insomma, non lo critichiamo come persona ma piuttosto sottolineiamo gli errori dei suoi risultati o comportamenti.

4. Utilizzare il tono adeguato: l’obiettivo di una critica costruttiva non è quello di vincere l’altro ma quello di convincerlo dei problemi o degli errori che sta commettendo. Infine, il tono di chi sa tutto e si mostra prepotente, non è il più adeguato. Tentiamo di assumere l’atteggiamento dell’amico o del compagno che desidera suggerire un cambiamento.

5. Cercare il momento adatto: in certe occasioni, soprattutto nei luoghi pubblici o quando la persona è molto compromessa emotivamente, è meglio rimandare la critica ad un altro momento. Se davvero desideriamo che l’altra persona cambi, dovremo attendere che si trovi in una condizione emotiva adeguata che gli permetta di ascoltare i nostri consigli.

6. Offrire suggerimenti e appoggio: a volte, per quanto costruttiva possa essere la critica, la lanciamo come se fosse una patata bollente. Cioè, segnaliamo ciò che non funziona ma senza suggerire una possibile soluzione. Questo provoca disagio e angoscia nella persona che viene criticata dato che si sente perduta e abbandonata. Per questo, prima di criticare, sarebbe meglio pensare a quali sarebbero le possibili opzioni per cambiare ciò che non va. Se non abbiamo soluzioni a portata di mano da offrire, allora è opportuno offrire almeno il nostro appoggio per trovare insieme una soluzione.

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Jennifer Delgado Suárez

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