28 gennaio 2013

Iperattività negli adulti


Nell'immaginario collettivo si pensa che l’iperattività sia un problema solo dei bambini. Anche la scienza ha contribuito a diffondere questa idea errata dato che per oltre settantanni si era concentrata nell'esaminare solo il problema nei bambini. Fu solo a partire dal 1976 che si iniziò finalmente a considerare l’iperattività negli adulti.

Tuttavia, si calcola che tra il 3 ed il 60% dei bambini che soffrono di Disturbo del Deficit dell’Attenzione con Iperattività continueranno a soffrire alcuni dei sintomi anche nell'età adulta. Inoltre, si conosce che negli Stati Uniti negli ultimi anni è aumentato considerevolmente l’uso di farmaci per il trattamento dell’iperattività ma i consumatori non sono bambini ma gli adulti. Anche se le cifre esatte relative all'iperattività negli adulti non sono ben chiare, si stima comunque che tra il 3 ed il 4% della popolazione mondiale soffra di questo problema.

Nell'apparizione del Deficit dell’Attenzione con Iperattività influiscono una serie di fattori di indole biologica e ambientale. Per esempio, molti specialisti scommettono sulla mancanza di funzionalità del lobo frontale e la carenza nella produzione di neurotrasmettitori, soprattutto la dopamina e la noradrenalina. Tuttavia, si conosce che le lesioni cerebrali dovute ad un trauma, le caratteristiche del temperamento (troppo eccitabile e nervoso) così come il consumo di droghe e alcol da parte della madre, possono influire nell'apparizione di questo disturbo.

D’altra parte non si deve dimenticare i fattori ambientali dato che lo stress e i problemi familiari possono aggravare in modo significativo i sintomi del Deficit dell’Attenzione con Iperattività.

Come si stabilisce se una persona adulta soffre di iperattività?

L’iperattività negli adulti mostra alcuni degli stessi sintomi del Deficit dell’Attenzione con Iperattività che si osserva nei bambini ma presenta anche aspetti differenti. Normalmente l’adulto iperattivo è stato anche un bambino iperattivo, ma potrebbe accadere che la diagnosi non sia mai stata realizzata dato che magari i genitori non hanno mai deciso di ricorrere ad aiuto specializzato. Nei casi nei quali l’iperattività non è stata debitamente curata, possono apparire problemi nella vita adulta come per esempio:

- Sintomi fisici come tachicardia, diarrea e formicolii a mani e piedi.

- Cambiamenti costanti negli studi o del lavoro: queste persone hanno difficoltà a terminare un compito o a mantenersi concentrati su di un attività, pertanto, cambiano spesso carriera, abbandonano gli studi e, naturalmente, cambiano spesso posto di lavoro. In ognuna di queste attività il loro rendimento è spesso scarso.

- Problemi per organizzare e terminare le attività quotidiane: le persone iperattive non si distinguono per la loro organizzazione, e quindi, la loro vita è normalmente caotica. Sono disordinati in casa e non si curano delle scadenze mensili.

Come conseguenza di questo comportamento, gli adulti iperattivi spesso si trovano di fronte a difficoltà nelle relazioni interpersonali dato che normalmente gli altri gli rinfacciano la loro instabilità. Nel contempo questo genera un forte stress nella persona dato che anche se questa si sforza, gli risulta molto difficile rispettare le aspettative degli altri. Infine, terminano provando senso di colpa e frustrazione.

La soluzione?

Prima si diagnostica l’iperattività più efficace sarà il trattamento. Normalmente il trattamento della stessa può includere solo la terapia psicologica o, nei casi più critici, anche i farmaci. A questo proposito, si sceglie di utilizzare derivati delle anfetamine per ridurre l’iperattività e l’impulsività e favorire la concentrazione.

Nel caso della terapia psicologica, si lavora fondamentalmente con tecniche di autocontrollo e rilassamento così come con il potenziamento delle competenze sociali e le abilità nel risolvere i problemi. Tuttavia, va sottolineato che l’aspetto fondamentale è che la persona prenda coscienza che deve cambiare il suo modo di affrontare la vita e che si deve compromettere realmente con una terapia che possa essere lunga e che non eliminerà il problema alla radice ma che aiuterà solo a controllarlo.

Fonti:
Valdizán, J.R. & Izaguerri-Graci, A.C. (2009) Trastorno por déficit de atención/hiperactividad en adultos. Revista de Neurología; 48 (Supl 2): 95-99.
Ramos-Quiroga, J.A. et. Al. (2006) Trastorno por déficit de atención con hiperactividad en adultos: caracterización clínica y terapéutica. Revista de Neurología; 42 (10): 600-606.

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