8 gennaio 2013

Come sviluppare la creatività: imparando a metterci nei panni degli altri


Con i tempi che corrono la creatività è essenziale per intraprendere qualsiasi attività. In un mercato enormemente inflazionato per quantità d’informazione ed oggetti, solo ciò che spicca riesce realmente ad essere ricordato ed ottiene un certo successo. Per questa ragione non è strano che molte persone si chiedano come si possa fare per sviluppare la creatività.

Ora alcuni ricercatori dell’Università di New York, ci offrono un nuovo approccio che ci può aiutare a sviluppare e incrementare la nostra creatività: imparare a metterci nei panni degli altri.

Secondo questi ricercatori saremmo più creativi se agiamo o pensiamo come persone completamente aliene a noi stessi. Sottolineiamo che questa idea non è del tutto nuova, era già stato dimostrato precedentemente a livello sperimentale che mentre maggiore è la distanza fisica e temporale che assumiamo dal problema in questione, maggiori sono le probabilità di sviluppare un pensiero astratto e così risolvere con esito lo stesso. Ora, Polman e Emich, hanno dimostrato che se assumiamo una certa distanza sociale dal problema, avremo maggiori probabilità di trovare una soluzione creativa.

Nello specifico, i ricercatori scoprirono che le persone coinvolte nell’esperimento erano molto più creative nei loro disegni quando dovevano rappresentare una storia che non li riguardava mentre le loro idee erano meno originali quando la storia l’avevano scritta loro stessi. Allo stesso modo, i partecipanti sceglievano regali più originali quando veniva loro chiesto di regalarli ad uno sconosciuto piuttosto che quando veniva loro chiesto di regalarli ad una persona che fosse nata sotto il loro stesso segno zodiacale.

Questo effetto continuò a manifestarsi in altre attività nelle quali vennero coinvolti. Per esempio, venne loro chiesto che immaginassero un modo per scappare da una torre; a un gruppo di loro venne detto che immaginassero che fosse un’altra persona quella che era rinchiusa in questa torre mentre che a un secondo gruppo venne chiesto che immaginassero di essere loro stessi quelli che erano intrappolati. Curiosamente, nel gruppo che immaginava di essere intrappolato solo il 48% riuscì ad ideare una soluzione creativa per fuggire mentre che ben il 66% dell’altro gruppo trovò una via di fuga originale.

I ricercatori considerano che immaginandoci al posto di un’altra persona ci permette di assumere una distanza psicologica dal problema in modo tale che possiamo valutarlo da diverse prospettive liberandoci dalle emozioni che possono agire da limite per la nostra creatività. D’altra parte, immaginarci di essere un’altra persona ci permette di abbandonare parte dei nostri stereotipi e pregiudizi così che sarà molto più facile che la creatività possa fluire liberamente.

Fonte:
Polman, E. & Emich, K. J. (2011) Decisions for Others Are More Creative Than Decisions for the Self. Personality and Social Psychology Bulletin; 37(4): 492-501.

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Jennifer Delgado Suárez

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