14 dicembre 2012

Stato di veglia e sue alterazioni


Il funzionamento adeguato delle funzioni nello stato di veglia è fondamentale perchè la persona possa percepire gli stimoli che provengono dall’ambiente circostante e possa reagire agli stessi in maniera adattabile. Ad ogni modo, a volte queste funzioni possono soffrire di disordini che dipendono da gravi alterazioni encefaliche che a volte implicano un deterioramento neuropsicologico o addirittura un rischio per la vita (se si sviluppano in mancanza del trattamento medico adeguato).

Tra le principali alterazioni dello stato di veglia incontriamo lo stato di coma, nel quale si perde totalmente la coscienza persistendo solo le funzioni vegetative come la respirazione e la circolazione sanguigna. La persona in stato di coma giace inerte senza reagire a nessuno stimolo, anche quelli più intensi. Generalmente si evidenzia in casi di alterazioni organiche severe conseguenti ad una malattia cronica o acuta o ad un incidente grave.

Tra le varie alterazioni dello stato di veglia si trova anche lo stato confusionale. Anche in presenza di questo disturbo l’alterazione della coscienza è abbastanza profonda, esistendo difficoltà percettive, a livello di pensiero e di orientamento. Frequentemente la persona si sente perplessa, incoerente, pronuncia parole senza senso e in alcuni casi si possono avere anche allucinazioni. Questa alterazione risulta abbastanza comune nei disturbi organici gravi, nei traumi craneali e nelle epilessie gravi.

D’altra parte, la coscienza onirica o delirium è anch’essa considerata come un’alterazione della coscienza anche se meno profonda delle precedenti. In questo stato è presente una varietà allucinatoria prevalentemente visiva. È caratterizzata inoltre dalla presenza di idee deliranti, perdita di coscienza, un quantità di rappresentazioni visive chiare, abbondanza di ricordi vivi e disorientamento alopsichico. Lo stato d’animo della persona è variabile e può includere paura, irritabilità, euforia o eccitamento psicomotorio. Questo disturbo si può presentare associato ad infezioni, traumi cerebrali, isteria, epilessia o nelle crisi di individui che soffrono di ritardo mentale o che presentano tratti psicotici.

Si può anche incontrare la coscienza crepuscolare, nella quale esiste un doppio orientamento e la persona risponde simultaneamente ai dati reali e a quelli immaginari. Così, la persona percepisce il mondo come impreciso, mescolando i fatti reali con allucinazioni e idee deliranti frammentarie. L’inizio è ineseperato, di corta durata e con un brusco finale, seguito da sonno profondo. Al risveglio la persona non ricorda nulla. Generalmente si manifesta in persone con epilessia, isterici o in chi ha sofferto di forti traumi alla testa.

Tra questi disturbi possiamo trovare anche l’alterazione della coscienza oniroide, che si caratterizza con la fusione del mondo reale con la fantasia, in modo tale che si perdono orientamento e lucidità e si produce come l’infiltrazione dei sogni nel pensiero cosciente. Viene accompagnata da allucinazioni, principalmente uditive e visive, e da una certa accelerazione psicomotoria, apparendo soprattutto nel caso delle psicosi tossiche.

Da parte sua, la obnubilazione è un’altro dei disturbi dello stato di veglia nel quale la persona sperimenta una discreta sensazione di nebulosità nella percezione dell’ambiente circostante. In questo modo, il paziente presenta difficoltà percettive, torpore affettivo, irritabilità e sonnolenza. Gli specialisti lo considerano il grado più leggero nei turbamenti della coscienza. Appare generalmente come conseguenza di infezioni, intossicazioni, traumi e stati febbrili.

Sempre tra le alterazioni dello stato di veglia incontriamo anche la coscienza iperlucida, considerata come uno stato di chiarezza estrema. Si riscontra in alcuni stati di intossicazione (uso di anfetamine) e in certi stati emotivi, come nelle manie. In questo stato si evidenzia una certa mancanza di coordinazione e di organizzazione del pensiero.

Fonti:
APA (1995) DSM IV: Manual diagnóstico y estadístico de los trastornos mentales. Barcelona: Masson.
Hamilton, M. (1986) Psicopatología clínica. Signos y síntomas en Psiquiatría. Madrid: Emalsa.

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Jennifer Delgado Suárez

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