18 dicembre 2012

Solitudine: come combatterla?


Dal momento che siamo esseri sociali è difficile per la maggioranza di noi sopportare la solitudine. Non è un caso che i nostri momenti più felici si dicono dipendere dalle relazioni interpersonali che viviamo; anche molti studi scientifici hanno dimostrato che i malati che dispongono di una buona rete di appoggio sociale, possono guarire più rapidamente e avere una migliore qualità di vita. Così, per quanto indipendente possa essere una persona, necessiterà comunque sempre di calore umano.

Tuttavia, il fatto che le famiglie siano sempre più piccole e che la vita quotidiana sia sempre più convulsa, caricandoci di molteplici ruoli, fa sì che non si possa sempre disporre del tempo da passare in compagnia di qualcuno. In questo modo, poco a poco, ci si ritrova soli o si va lasciando solo qualcuno che si ama. A questo punto entra in gioco la solitudine con la “s” maiuscola. In questo caso si può parlare di solitudine non desiderata, strettamente vincolata alle emozioni negative e alla paura..

Per esempio, si conosce che molte delle persone che sperimentano la solitudine hanno realmente molti problemi a socializzare. Alla base esiste la paura di condividere con gli altri e questa fa in modo che ci si ritragga impendendo di stabilire delle relazioni interpersonali davvero solide.

Esiste anche la solitudine repentina, che è causata dalla morte della persona (o persone) più vicine o dalla fine di una relazione. Per ultima, esiste la solitudine in compagnia; che si riferisce all’appartenenza ad un gruppo del quale non si condividono valori e forma di pensare facendo così sentire il soggeto isolato. In questi casi le persone nascondono le proprie idee e sentimenti, così la situazione può arrivare ad essere frustrante.

Quando si sperimenta la solitudine non desiderata, la persona sente una paura profonda e viene pervasa dalla sensazione che la sua vita non sia importante. Nei momenti di solitudine si ha a disposizione di molto tempo per riflettere, e a volte le risposte che possiamo trovare non sono del tutto positive, così che può apparire la depressione e addirittura idee suicide.

È importante distinguere tra due tipi di solitudine:

- La solitudine emotiva: riferita all’assenza di una relazione con un’altra persona che soddisfi le nostre necessità affettive e di sicurezza.

- La solitudine sociale: riferita alla non appartenenza ad alcun gruppo con il quale condividere interessi e valori.

Strategie per combattere la solitudine

1. Diagnosi: conoscere che tipo di solitudine stiamo sperimentando è di importanza vitale per comprendere cosa dobbiamo fare. Si deve appurare se ci si sente soli perchè non si appartiene ad un gruppo di amici con il quale condividere le proprie idee o se manca un amico intimo o una relazione amorosa.

2. Eliminare la timidezza e aprirsi al mondo: molte persone si trovano sole perchè sono timide. Semplicemente non si avvicinano agli altri e così, non hanno possibilità di conoscere nessuno approfonditamente. Probabilmente sarete sorpresi di sapere quante sono le persone alle quali farebbe piacere semplicemente fare due chiacchiere per rallegrare la giornata.

3. Uscire dal ruolo di vittima: chi sperimenta la solitudine molto spesso giustifica il proprio stato razionalizzando. Il fatto che ci siamo sempre relazionati agli altri in un determinato modo non significa che questa sia l’unica maniera e tantomeno che continueremo in questo modo. La possibilità di cambiare è sempre dietro l’angolo sempre che esista una forte motivazione per metterla in pratica.

Infine, indipendentemente dal tipo di solitudine che stiamo attraversando, dovremo affrontarla come se si trattasse di una fase transitoria della nostra vita che ci sarà utile per farci scoprire dettagli nascosti di noi stessi, riflettere sui medesimi e quindi cambiare.

Sentirsi bene da soli

La solitudine non è sempre una condizione dannosa, esistono persone che la cercano come se si trattasse di una valida consigliera al momento di prendere delle decisioni importanti. In questo caso si tratta di solitudine desiderata, e per questo non ha nulla a che vedere con la tristezza.

Normalmente scegliere la solitudine per alcuni periodi di tempo è positivo, dato che ci offre il tempo per prendere le distanze dagli stereotipi e dalle credenze che regnano attorno a noi e che molto spesso determinano la nostra vita senza che ce ne rendiamo conto. I periodi di solitudine ci servono per fare un passo indietro, dare uno sguardo alla nostra vita in retrospettiva, e pianificare il nostro futuro.

Essere soli, senza essere tenuti a dare spiegazioni a nessuno, semplicemente sfruttando quelle cose  che più ci piacciono lontani dalle obbligazioni quotidiane, può essere altamente terapeutico ed è un esercizio al quale dovremmo sottoporci molto spesso, soprattutto se svolgiamo una professione stressante.

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Oleh
Invert

Jennifer Delgado Suárez

Psicologa di professione e per passione, mi dedico a dar forma e contenuto alle parole. Scopri i miei libri

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