6 novembre 2012

Training Autogeno di Shultz


Shultz desiderava che le persone  beneficiassero dell’ipnosi e delle tecniche di rilassamento ma senza dover ricorrere ad uno specialista. Per questo creò un metodo nel quale le persone si mantengono attente, ottengono i benefici del rilassamento e lo applicano esse stesse a se il: Training Autogeno di Shultz. Con questo metodo si possono esperimentare molte sensazioni gradevoli: come la leggerezza fisica, la sensazione di affondare nella sabbia calda o di galleggiare nell'acqua.

Oggi, così come agli inizi, il Training Autogeno di Shultz è un metodo molto semplice che può aumentare sensibilmente la qualità di vita delle persone, ma ben pochi lo conoscono e ancor meno lo applicano nella vita quotidiana.

Per iniziare l’allenamento si consiglia la posizione seduta, almeno per le prime volte, così non si correrà il rischio di addormentarsi. Tuttavia, si può praticare anche sdraiati. Infatti, l’esercizio che trasmette la sensazione di pesantezza è ideale per conciliare il sonno.

Durante la pratica di tutti gli esercizi si consiglia di pensare o dire le parole: “sono calmo, sono tranquillo, molto tranquillo”. Ovviamente, non possiamo sperare che la frase detta possa trasformarsi immediatamente in realtà, ma ripetendola continuamente di renderemo conto che andremo conquistando uno stato di calma e tranquillità sempre maggiori.


Primo esercizio del Training Autogeno:
Le parole da utilizzarsi sono: “Il mio braccio destro è molto pesante” e vanno accompagnate dalle parole: “Sono tranquillo, molto tranquillo”. Si aggiunge anche: “Respiro tranquillamente, sono calmo”.

Nelle prime sessioni si raccomanda che le ripetizioni siano solo una o due, fino a giungere a sentire la sensazione di peso al braccio accompagnata da una sensazione di relax. Così termina il primo esercizio.
L’esercizio può protrarsi per uno o due minuti, due o tre volte al giorno. È importante che terminando l’esercizio pieghiamo con forza il braccio. A questo punto si dovrà tornare allo stato di veglia con una leggera sensazione di rilassamento.

In seguito si aumenterà a sei il numero delle ripetizioni e passeremo ad un’altro braccio così da dirigere poi la nostra attenzione alla gamba destra e quindi alla sinistra. Sempre ripetendo le stesse frasi. Così, l’esercizio si estenderà per oltre 20 minuti.

Le sensazioni di peso risultano gradevoli e coincidono con lo stato di rilassamento muscolare. Se in un qualsiasi momento appare una tensione o un’altra sensazione sgradevole, si raccomanda di terminare l’esercizio (sebbene questi casi siano poco comuni).

Secondo esercizio del Training Autogeno:

Le parole utilizzate sono: “Il mio braccio destro è molto caldo” accompagnate dalla frase: “Sono tranquillo, molto tranquillo”. Si aggiunge anche: “Respiro tranquillamente, sono calmo”.

In questo esercizio possiamo includere la visualizzazione del calore che riscalda il braccio o del calore di una stufa. Non abbiamo fretta, ricordiamo che le parole proferite servono solo da orientamento e che la sensazione si produrrà lentamente.

In seguito proseguiamo in modo simile a come lo abbiamo fato con l’esercizio del peso. Alla fine, è importante piegare le estremità e respirare profondamente.

Terzo esercizio del Training Autogeno:

Le parole utilizzate sono: “il mio cuore batte lentamente” accompagnate da: “Sono tranquillo, molto tranquillo”. Aggiungendo come sempre: “Respiro tranquillamente, sono calmo”.

Possiamo iniziare con la sensazione dei battiti nel braccio destro anche se forse li percepiamo prima di tutto nella mano. In seguito iniziamo un percorso per le diverse zone del corpo ma dobbiamo continuare l’esercizio solo se non sperimentiamo nessuna sensazione sgradevole; le persone con problemi cardiaci dovrebbero ovviamente astenersi.

Proseguiamo fino a ripetere sei volte ognuna delle frasi, per ogni diversa parte del corpo.


Quarto esercizio di Training Autogeno:

Le parole utilizzate sono: “Respiro tranquillamente”. Aggiungendo come sempre: “Sono tranquillo, molto tranquillo”.

Continuiamo con l’esercizio seguendo i passi degli esercizi anteriori e mantenendo a mente che l’obiettivo non è modificare la respirazione ma semplicemente osservare come cambia da sola.

Quinto esercizio di Training Autogeno:

Le parole utilizzate saranno: “Il mio plesso solare (petto) irradia calore” accomapagnate dalle parole: “Sono tranquillo, molto tranquillo”.

Sesto esercizio di Training Autogeno.

Le parole utilizzate sono: “La mia fronte è fredda” accompagnate dalle parole: “Sono tranquillo, molto tranquillo”.
In questo caso si può includere la visualizzazione di immagini che inducano la sensazione di frescura, come la brezza marina o distese innevate.

Va sottolineato che il Training Autogeno di Shultz non è propriamente uno stato ipnotico, tanto meno uno stato di sonno ma piuttosto un livello di rilassamento che cerca di integrare corpo e mente. Inoltre, anche se questo allenamento viene utilizzato per trattare molte malattie, con questo obiettivo in mente si dovrà comunque consultare sempre un medico esperto prima di sottoporvisi.

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Training Autogeno di Shultz
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Oleh
Invert

Jennifer Delgado Suárez

Psicologa di professione e per passione, mi dedico a dar forma e contenuto alle parole. Scopri i miei libri

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