23 novembre 2012

Mappe mentali: una forma per potenziare la creatività


Le mappe mentali sono una tecnica creata da Tony Buzan, ricercatore della Brain Fundation che si occupa da sempre di intelligenza.

L’importanza delle mappe mentali (e la grande diffusione che hanno ottenuto negli ultimi anni) è dovuta al fatto che sono l’espressione del pensiero irradiante. In questo modo si considera che la mappa mentale è una tecnica grafica che permette di accedere al potenziale del cervello.

Buzan afferma che ogni piccola parte dell’informazione che giunge al nostro cervello (si tratti di una sensazione, di un ricordo o di un pensiero) si possa rappresentare come una sfera centrale dalla quale irradiano innumerevoli connessioni informative, mediante collegamenti che rappresentano una determinata associazione, e ognuna di queste con la sua propria rete di vincoli e connessioni.

Come è possibile intravedere, si parte dal presupposto che il cerevello umano sia una “gigantesca macchina che produce associazioni ramificate.” Così, quanti più dati si riesce a riunire in modo integrato, irradiante e organizzato, più facili saranno il processo di apprendimento e la creativià.

Le mappe mentali possono essere utilizzate in vari modi. Per esempio, si possono usare per l’apprendimento di concetti e per analizzare le relazioni tra gli stessi. Nell’ambito della creatività, la loro principale applicazione si centra particolarmente nell’esplorazione del problema e nella generazione di idee. Le mappe mentali sono molto utili nell’esplorazione dei problemi, dal momento che permettono di ottenere diverse prospettive relative agli stessi.

Come si realizza una mappa mentale?

Anche se il nome può sembrare un po’ duro, dovete sapere che fare una mappa mentale non è difficile, basta seguire questi passi:

1. Si prende un foglio di carta assicurandoci che sia abbastanza grande per contenere la mappa che intendiamo realizzare.

2. Il problema centrale viene sintetizzato con una parola o un disegno nel centro del foglio. A questo proposito va detto che si dovrebbero usare una o due parole che concentrino davvero l’essenza del problema dato che più precisa sarà la definizione del problema è più facile sarà incontrare la soluzione.

3. Gli argomenti principali relazionati al problema irradiano dall’immagine centrale in maniera ramificata.

4. Da questi argomenti partono immagini o parole chiave che tracciamo sopra linee aperte, senza pensare, in modo automatico ma ben chiaro.

5. Le ramificazioni formano una struttura nodale.

In seguito le mappe mentali possono essere migliorate con colori, immagini, codici e dimensioni che non solo le conferiscono una maggiore bellezza ma le rendono anche più facili da ricordare.

Quando si lavora con le mappe mentali possiamo rilassarci e lascaire che le idee sorgano spontaneamente in modo che otterremo di entrare in un vero e proprio flusso creativo.

Fonte:
Nast, J. (2006) Idea Mapping: how to access your hidden brain power, learn faster, remember more, and achieve success in business. New Jersey: John Wiley & Sons.

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Mappe mentali: una forma per potenziare la creatività
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Invert

Jennifer Delgado Suárez

Psicologa di professione e per passione, mi dedico a dar forma e contenuto alle parole. Scopri i miei libri

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