8 novembre 2012

Creatività: la chiave sta nell’attitudine


L’intelligenza potrebbe essere sufficiente perché una persona si riveli creativa almeno due o tre volte nell'arco della vita, ma non basta per vivere una vita dedicata alla creatività e tanto meno per mantenersi creativi per un buon periodo di tempo.

Secondo la teoria triarchica di Sternberg, l’intelligenza si divide in tre parti e ognuna di queste partecipa attivamente alla creatività. La parte sintetica permette di definire i problemi e proporre idee, la parte analitica permette di riconoscere idee, strutture, assegnare risorse e valutare, mentre la parte pratica si riferisce alla capacità di presentare idee ad altri e realizzarle.

In questo modello solo le due prime parti si trovano sotto dominio intellettuale (intelligenza in senso classico) ma la terza suppone attitudini e tratti di personalità particolari. Quando una persona affronta un problema può essere capace di selezionare, codificare, comparare, analizzare o processare informazioni ma niente di tutto questo garantisce che metterà in pratica le sue idee o che sarà creativo.

Precisamente per questo motivo ci si riferisce ad alcune attitudini essenziali per poter sviluppare la creatività come per esempio: sensibilità di fronte ai problemi, tolleranza dell’ambiguità, tolleranza della frustrazione, gestione dell’incertezza, volontà operativa, motivazione intrinseca, autostima positiva, apertura all'esperienza, attrazione per la complessità, identità personale, senso ludico, accettazione del rischio, accettazione degli errori, volontà di crescita, perseveranza di fronte agli ostacoli, indipendenza di pensiero e senso dell’umore. Insomma, la lista è lunga ma dentro di questa (per fortuna) esistono alcuni fattori più importanti di altri.

L’apertura all'esperienza è un fattore essenziale e si riferisce ad una disposizione interna per ampliare i limiti della conoscenza; in altre parole, provare curiosità per l’ambiente circostante e spirito d’iniziativa che spinge ad esplorare e conoscere.

Si possono distinguere cinque tipi di apertura:

In primo luogo l’apertura alla fantasia, che fa riferimento alla volontà di entrare nel nostro mondo interiore lasciando la mente libera di muoversi senza limiti. In secondo luogo, l’apertura all'estetica, che fa riferimento ai sensi e alla volontà di valorizzare i diversi tipi di espressione artistica. In terzo luogo troviamo l’apertura ai sentimenti, che fa riferimento alla comprensione ed accettazione delle proprie emozioni. Al quarto posto troviamo l’apertura all'azione, che si esprime in nuove attività e al quinto posto l’apertura alle idee, che implica la curiosità intellettuale e la disponibilità ad esaminare sia le questioni di carattere teorico che etico e dei valori.

Questa concezione si relaziona fondamentalmente con la disponibilità ad esplorare, superare barriere, andare oltre i limiti prestabiliti e rompere il cerchio di ciò che ci è familiare.

Un’altro fattore che aiuta ad essere creativi è la tolleranza dell’ambiguità. Molti problemi importanti non possono essere risolti in modo rapido e pertanto esigono un processo più lungo. In questi casi la persona deve rimanere per molto tempo in una situazione incerta e apparentemente senza via d’uscita.

La capacità per convivere con queste situazioni è ciò che viene associato con questa attitudine. Se una persona è vittima dell’impazienza durante una ricerca (sia perché si trova a dover scegliere tra una infinità di possibilità o perché si trova immersa in un ambiente che contiene una moltitudine di elementi senza ordine e struttura), ha poche possibilità di procedere. La soluzione di un problema complesso richiede periodi d’incubazione prolungati, a volte vicini all'intuito, dove la mente percorre nuovi cammini, si muove su piani distinti e si intrattiene con dettagli insignificanti, per questo è essenziale accettare e convivere con l’ambiguità.

Insieme all'ambiguità, propria dei processi creativi, è spesso presente anche la frustrazione. Molti tentativi risultano fallimentari e gli ostacoli che si interpongono sul cammino sono quasi sempre più numerosi e pesanti di quanto si poteva immaginare. Insomma, spesso la realtà non soddisfa le nostre aspettative e questo produce sensazioni sgradevoli o idee di fallimento. La capacità di sopportare queste situazioni si chiama: tolleranza della frustrazione.

La creatività non sempre assicura il successo. Abitualmente si ricordano le storie di successo, ma sappiamo ben poco degli sforzi immensi che non hanno prodotto buoni risultati. Infatti, diverse ricerche dimostrano che le persone più creative dovettero affrontare parecchie sfide e prendere decisioni significative fin dall'infanzia.

Così, se dovessimo riassumere le attitudini che aiutano a rispondere alla domanda: come fare per essere creativi, si potrebbe dire che queste sono: capacità di gestire l’incertezza, apertura a nuove esperienze, tolleranza alla frustrazione e accettazione di rischi ed errori.

Fonte:
López Pérez, R. (1999) Prontuario de la creatividad. Santiago: Bravo y Allende.

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Jennifer Delgado Suárez

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