10 settembre 2012

Il senso di colpa: intenderlo per eliminarlo


Il senso di colpa è una delle emozioni più paralizzanti e distruttive che si possano sperimentare. Vi sono persone che hanno una sorta di vocazione per la colpa dato che non solo soffrono per ciò che hanno fatto ma addirittura per quello che pensano che potrebbero fare. Ovviamente, non è una sensazione piacevole.

Le radici della colpa si possono fare risalire all'infanzia, soprattutto se la persona ha avuto a che fare con genitori o insegnanti che la facevano sentire in colpa per qualsiasi cosa che facesse male. La frase: “dovresti vergognarti per ciò che hai fatto” probabilmente suona familiare a molte persone.

Naturalmente, tutti commettiamo errori dei quali non siamo particolarmente orgogliosi, ma pensare intensamente al passato per continuare a recriminarsi gli stessi errori rappresenta uno spreco di energia non necessario che non ci dà niente di positivo. Il senso di colpa ci rinchiude semplicemente in un cerchio masochista che diviene sempre più stretto.

Molto spesso il senso di colpa giunge ad essere così forte che genera sensazioni fisiche sgradevoli come:  pressione sul petto, dolori di stomaco, forte mal di testa e sensazione di peso sulle spalle. A questo si aggiungono i pensieri ricorrenti di auto rimprovero, aggressività verso se stessi e una forte agitazione.

Alla base del senso di colpa si intrecciano diverse forme di relazionarsi con se stessi. Per esempio, la maggioranza delle persone che sperimentano costantemente il senso di colpa soffrono di una bassa autostima e non credono di meritarsi l’amore e la gratificazione che gli offre la vita e per questo motivo approfittano per ogni minimo errore per auto punirsi. Dall'altro lato si trovano persone che sono estremamente perfezioniste, per le quali ogni errore è una buona scusa per auto rimproverarsi e criticarsi costantemente.

Queste persone hanno in comune una forma di pensare rigida e polarizzata. Come dire, apprezzano il mondo in bianco e nero, le cose sono buone o cattive. Non sanno apprezzare l’infinità di tonalità che esistono tra questi due colori perché la loro forma di pensare è troppo stretta o stereotipata. Infine, sono praticamente incapaci di analizzare gli aspetti positivi e negativi di una situazione dato che hanno la tendenza di spostare l’ago della bilancia solo in una direzione.

Un’altro aspetto essenziale per capire il senso di colpa è la rottura che questo rappresenta nel nostro sistema di valori. In altre parole, sperimentiamo sentimenti di colpa quando facciamo qualcosa che si allontana dai valori che abbiamo assunto come giusti e positivi. Sentiamo colpa quando il nostro comportamento non rientra nei nostri canoni e, infine, ci rimproveriamo.

Tuttavia, va puntualizzato che la colpa si manifesta in diversi modi:

- Chi si sente colpevole di tutto ciò che è accaduto, anche quando non è sua responsabilità
- Chi colpevolizza gli altri di ciò che è accaduto per liberarsi dalla quota di responsabilità individuale
- Chi attribuisce la colpa alle circostanze pensando che nessuno abbia la responsabilità di nulla di ciò che accade ma piuttosto sarebbe l’ambiente circostante il responsabile di determinare i comportamenti

Evidentemente, ognuna di queste espressioni di colpa è negativa e dannosa per la persona dato che le responsabilità svaniscono e termineremmo con l’essere incapaci di prendere le redini della nostra vita.

Ovviamente, troppo spesso (soprattutto quando questo supera il limite di tolleranza psicologica) ci sentiamo sommersi dal senso di colpa. Il problema in se non dipende nel non sentire colpa (perché su questo non possiamo fare nulla) ma piuttosto nel saper gestire questi sentimenti e affrontarli in una prospettiva positiva. Per ottenere questo è essenziale che facciamo alcuni passi:

1. Abbandonare il pensiero polarizzato e assumere una postura più flessibile. A questo proposito il miglior esercizio è quello di pensare agli aspetti positivi e negativi di ogni situazione che dobbiamo affrontare quotidianamente. Apprezzando le diverse sfaccettature delle situazioni e dei comportamenti,  potremo renderci conto che la vita non è solo in bianco e nero ma ricca di sfumature.

2. Trovare le cause dei sentimenti di colpa sviluppando un dialogo interiore. Questo dialogo interiore (sempre che sia sincero) ci svelerà alcune idee irrazionali di causa ed effetto. Per esempio, la madre sperimenta sentimenti di colpa perché era al lavoro mentre suo figlio era vittima di un incidente domestico mentre si trovava con la baby-sitter. La logica ci indica che lei non aveva modo di immaginare o evitare l’incidente e che è obbligata a lavorare per mantenere la famiglia, per questo motivo il senso di colpa è totalmente infondato. Molto spesso la chiave per eliminare la colpa sta nella capacità di saper suddividere le responsabilità assumendo la quota che ci corrisponde ma senza andare oltre.

3. Pianificare il futuro. Anche se assumiamo la nostra responsabilità in una situazione e commettiamo un errore, è più produttivo guardare al futuro e pensare a come riparare il danno. La colpa non è mai la soluzione perché ci rinchiude della gabbia dell’immobilità e del dolore.

Infine, mi fa piacere terminare la riflessione con una frase tratta dalla sapienza popolare che fa diretto riferimento alla preoccupazione e che potrebbe essere applicata ai sensi di colpa. Aiuta a semplificare il sentimento con il quale dobbiamo combattere in alcune occasioni:

Esiste una soluzione? Allora perché ti preoccupi...

Non esiste una soluzione? Allora perché ti preoccupi...

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Il senso di colpa: intenderlo per eliminarlo
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Oleh
Invert

Jennifer Delgado Suárez

Psicologa di professione e per passione, mi dedico a dar forma e contenuto alle parole. Scopri i miei libri

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