26 luglio 2012

Sindrome di Stendhal: disturbo reale o inventato?


Si dice che Stendhal, subito dopo avere visitato la chiesa di Santa Croce a Firenze nel 1817, abbia sperimentato alcuni sintomi molto sgradevoli a cui nessuno seppe dare una spiegazione coerente come lui riportò nel suo diario. Stando alle sue note, Stendhal notò un forte stato d’ansia, mancanza di respiro e perdita di tutti i riferimenti spaziali.

Curiosamente questo fenomeno continua a ripetersi nelle grandi città d’arte, colpendo tutte quelle persone molto sensibili che si lasciano impressionare di fronte ad una grande opera d’arte.

Durante gli anni ’80 del secolo scorso, la psichiatra fiorentina Graziella Magherini coniò la definizione “Sindrome di Stendhal”, in riferimento a questo stato d’ansia che pervadeva i turisti dopo la visita ad una città dove l’arte impressiona davvero, come nel caso di Firenze. Così, la Sindrome di Stendhal, è anche conosciuta come la malattia dei musei, dato che questi sono i luoghi dove più spesso si manifesta.

La maggior parte degli psicologi sottolinea che questa sindrome si produce come conseguenza della saturazione della capacità umana per ricevere, in così poco tempo, impressioni di tale bellezza artistica. Tuttavia, esistono altri specialisti che non sono così convinti della sua esistenza. Certamente il Manuale Diagnostico dei Disturbi Mentali non contempla questa patologia.

Uno studio realizzato nel 2010 su di un totale di 48 medici che visitarono Firenze in occasione di un corso, mostrò che nessuno di questi soffrì di questa sindrome. Tuttavia, va sottolineato che il 25% degli intervistati considerò di avere sperimentato una forma lieve o parziale della Sindrome di Stendhal, ma in loro non si evidenziarono attacchi di panico o alterazioni del pensiero.

Alle evidenze negative si aggiungono esempi della Sindrome. Per esempio, la rivista BMJ riconosciuta a livello mondiale, nel 2009 pubblicò un caso Sindrome di Stendhal secondo il quale un artista nella terza età avrebbe sviluppato una psicosi dopo un viaggio turistico a Firenze; città con opere d’arte dal grande significato emotivo per questa persona.

Come possiamo immaginare, ai sintomi inizialmente descritti si possono aggiungere: vertigini, aumento del ritmo cardiaco, attacchi di panico e svenimento. Alcuni dei sintomi meno comuni ma che ugualmente fanno parte della Sindrome di Stendhal sono:

- Impulsi distruttivi diretti all'opera contemplata. La persona teme di perdere il controllo e danneggiarla.

- Confusione psicotica e presenza di allucinazioni.

- Stati dissociativi durevoli e persistenti: amnesie psicogene relative.

Ad ogni modo, personalmente considero che a causa del breve periodo per il quale incidono questi sintomi non sarebbe del tutto corretto incasellarli dentro una sindrome psichiatrica specifica. Va anche tenuto in conto che, sebbene la manifestazione della Sindrome in tutta la sua estensione possa risultare abbastanza fastidiosa, è certo che buona parte delle persone colpite presentano solo varianti molto lievi che si esprimono in crisi di pianto o brevi episodi di uscita dalla realtà.

Ma ben oltre la patologia, va detto che di fronte a città come Firenze, dove esiste tanta bellezza e opere d’arte dove meno te lo aspetti, non si può restare impassibili. E per terminare vi lascio una delle immagini che più mi ha impressionato a Firenze...



Fonti:
Guerrero, A.L. et. Al. (2010) Síndrome de Stendhal: origen, naturaleza y presentación en un grupo de neurólogos. Neurología; 25(6): 349-356.
Valtueña, O. (2009) ¿Existe realmente el Síndrome de Stendhal? Anales de la Real Academia de Medicina; CXXVI (III): 455-473.
Nicholson, T. R. et. Al. (2009) Stendhal syndrome: a case of cultural overload. BMJ; Case Reports.

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Jennifer Delgado Suárez

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