27 luglio 2012

Autoconoscenza: la materia di studio mancante



Il cammino della vita si snoda in un percorso che ci presenta le più diverse situazioni; ma anche così, affrontiamo tutto con la convinzione che stiamo combattendo con un mondo reale e oggettivamente concreto. Ad ogni modo, molto spesso le nostre convinzioni in merito a come siamo e come è il mondo intorno a noi sono realmente ciò che sta determinando le situazioni stesse (almeno nella nostra mente). In altre parole, quando il nostro punto di vista è troppo egocentrico, possiamo percepire la realtà in modo distorto, così il nostro comportamento di fronte alla stessa sarà meno funzionale.

La autoconoscenza è una costruzione psicologica che, quando si trova adeguatamente sviluppata, non solo permette di comprendere noi stessi ma ci facilita anche una visione più obiettiva del mondo circostante.

L’autoconoscenza ci permette di rispondere a domande come:

- Perché pensiamo in un determinato modo?

- Come abbiamo costruito il filtro che determina le nostre convinzioni?

- Qual’è la relazione tra le nostre emozioni e le nostre idee?

- Perché proviamo una determinata emozione?

- Perché reagiamo in un determinato modo?

Insomma, l’autoconsocenza ci permette di comprendere noi stessi, ci aiuta a chiarire perché agiamo così, perché proviamo queste emozioni e addirittura ci permette di capire come funziona il nostro meccanismo decisionale. Può sembrare semplice ma è certo che ben poche persone possiedono una conoscenza di se stesse sufficientemente esauriente e questo fa sì che in alcune fasi della psicoterapia si debba impiegare molto tempo per fomentare l’autoconoscenza del soggetto, per aiutare la persona a conoscere e accettare il suo io interiore. Se davvero esiste una materia che tuttavia non si insegna a sufficienza nella nostra vita questa è l’autoconoscenza.

L’autoconoscenza ci faciliterà la vita, attraverso la consapevolezza di come funzionano i nostri processi psicologici, rendendoci più pratici e competenti nella nostra realtà e ci servirà da guida nella crescita personale. Nello stesso momento in cui siamo in grado di percepire le nostre emozioni e le nostre convinzioni, potremo avvicinarci alla realtà con un’attitudine più obiettiva.

La parte interessante è che quando impariamo a conoscerci e accettarci, nello stesso modo andremo sviluppando maggiore fiducia in noi stessi e analizzando errori e punti deboli saremo capaci di crescere come persone.

Per terminare mi sembrano azzeccate le parole di Saint-Exupèry: “Giudicherai te stesso. È la cosa più difficile. È molto più difficile giudicare se stessi che giudicare gli altri. Se riesci a giudicare bene te stesso è perché sei un vero saggio”. E sottolineo che in questo caso la parola “saggio” non si riferisce all'intelligenza ma piuttosto al fatto che il percorso della crescita personale è marcato dalla conoscenza del proprio io e dall’autoaccettazione.

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Jennifer Delgado Suárez

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