23 aprile 2012

Email: il lato oscuro

Senza dubbio l’email è uno strumento potentissimo, rápido e efficace, con il quale possiamo mantenerci in contatto con moltissime persone anche a grande distanza. Tuttavia, dato che in questa vita niente è completamente bianco o nero, anche l’email ha i suoi lati negativi. Ce lo ricordano questi studi di carattere psicologico.

1. Il 59% delle persone controlla l’email stando in bagno. Sappiamo che controllare l’email è una abitudine come molte altre, ma che alcuni possano arrivare a ottimizzare il proprio tempo o che siano così ansiosi da non poter attendere di sapere chi gli ha scritto è davvero sorprendente.

Questi dati provengono dai risultati di una intervista realizzata nel 2010 da AOL, che ci ha offerto altre informazioni come per esempio che il 25% delle persone riconosce di non poter stare senza email per oltre tre giorni consecutivi, il 60% delle persone controlla le email di lavoro in entrata durante le vacanze e il 19% sceglie di fare le ferie daccordo con la possibilità di accedere alla cartella delle email.

2. Controlliamo le email più spesso di quanto non ci rendiamo conto. Un curioso studio sviluppato da Renaud, ci svela che generalmente controlliamo la nostra cartella email in entrata più spesso di quanto non riconosciamo. Le persone intervistate da questo studioso affermarono che controllavano le loro email almeno una volta all’ora. Tuttavia, quando vennero sottoposte a un test si potè verificare che lo facevano ogni 5 minuti!

Così, in realtà non siamo consapevoli di quante volte apriamo la cartella delle mail e infine, non siamo neppure consapevoli del grado di improduttività che questo può produrre.

3. Leggere le email occupa un quarto della giornata lavorativa. Potrebbe sembrare un numero un poco esagerato ma almeno questi sono stati i risultati che ottenne Czerwinski quando nel 2004 studiò il caso di diversi professionisti. La verifica ha proseguito per una settimana durante la quale si è potuto verificare che queste persone passavano il 23% del giorno lavorativo immersi nelle loro email.

4. Riprenderci dalla distrazione causata dalla mail appena letta ci prende 64 secondi di media. Normalmente rispondiamo in modo quasi istantaneo a una email, proprio come se si trattasse di rispondere al telefono o a qualcuno che suona alla porta, ma tutto sembra indicare che non risuciamo a recuperare così velocemente l’attenzione dopo esserci distratti rispondendo.

Uno studio realizzato da Jackson, ha dimostrato che il 70% delle email producono una reazione nei 6 secondi seguenti alla ricezione mentre che l’85% produce una reazione nei 2 minuti seguenti. Tuttavia, le persone tardano una media di 64 secondi per recuperare la loro attenzione e tornare alla loro attività.

5. La email non è il mezzo idoneao per fare affari. Anche se attualmente molte persone preferiscono negoziare attraverso della mail, certo è che quando non si conosce personalmente l’interlocutore sarebbe meglio trattare faccia a faccia. Almeno questo è quanto afferma lo studio di Naquin, che ci mette in guardia affermando che le persone sono meno collaborative quando inviano emails piuttosto che quando conversano personalmente.

6. L’email riduce la comunicazione emotiva. Molte persone sopravvalutano il potere comunicativo dell’email, essendo sicure che al ricevente non solo gli è giunto il messaggio ma anche il loro stato d’animo. Tuttavia, uno studio realizzato da Kruger nel 2005, ci fa sapere che esistono alcune emozioni come il sarcasmo che non possono essere comprese adeguatamente attraverso l’email. Inoltre, afferma che l’80% delle persone crede di aver comunicato il proprio stato d’animo mentre solo il 56% lo riceve con certezza.

7. Nelle email abbiamo la tendenza a mentire con più disinvoltura. Questo tema è già stato trattato nell’articolo: “mentiamo di più nelle email”. Perchè avviene questo? Un messaggio scritto viene sentito come più impersonale rispetto al contatto fisico diretto e le persone si sentono più disinibite.


Fonti:
Renaud, K.; Ramsay, J. & Hair, M. (2006) "You've Got E-Mail!" ... Shall I Deal With It Now? Electronic Mail From the Recipient's Perspective. International Journal of human computer interaction; 21(3): 313-332.
Kruger, J.; et. Al. (2005) Egocentrism over e-mail: Can we communicate as well as we think? Journal of Personality and Social Psychology; 89(6): 925-936.
Czerwinski, M.; Horvitz, E. & Wilhite, S. (2004) A diary study of task switching and interruptions. Conference on Human Factors in Computing Systems; 175-182.
Jackson, T.; Dawson, R. & Wilson, D. (2002) Case Study: evaluating the effect of email interruptions within the workplace. Conference on Empirical Assessment in Software Engineering;: 3-7.
Naquin, Ch.; Kurtzberg, T. R. & Belkin, L. Y. (2008)E-Mail Communication and Group Cooperation in Mixed Motive Contexts. Social Justice Research; 21(4): 470-489.

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