17 aprile 2012

Effetto Bandwagon: quando far parte della massa è l’alternativa

L’Effetto Bandwagon, meglio conosciuto popolarmente come “effetto carrozzone”, si riferisce alla tendenza delle persone ad assumere certe credenze e comportamenti per il solo fatto che un numero significativo di altre persone lo fa. Consiste nell’accettare e assumere alcuni schemi comportamentali e di pensiero sviluppati dalla maggioranza senza soffermarsi a esaminarne o valutarne il senso, l’attendibilità o il rapporto con le nostre necessità e interessi.

Le origini della definizione “Effetto Bandwagon” risultano molto curiose e risalgono al 1848. In quella data Dan Rice, un pagliaccio che lavorava in un circo, utilizzò il suo carrozzone per attrarre l’attenzione delle persone nella campagna politica di Zachary Taylor; nella stessa misura in cui questa soluzione si dimostrava efficace sempre più personaggi politici desideravano sedersi su questo carrozzone, nella speranza di avere anche loro un po’ di successo. Nel 1900 i “Bandwagons” o carrozzoni, si erano già convertiti in icona delle campagne presidenziali e si era già diffusa la frase: “salire sul carro”, nel senso più negativo del termine.

L’Effetto Bandwagon ci conferma che quasi tutto nel comportamento delle masse dipende da una questione di numeri, mentre più persone assumono un comportamento o accettano un credo, tanto più facile sarà che altre persone si aggiungano “salendo sul carrozzone” a questa nuova moda. Tuttavia, non si riduce tutto ai soli numeri, dato che è necessaria anche la percezione della soddisfazione, la prospettiva del successo e del piacere conseguenti. Evidentemente, se notiamo che le persone non provano piacere o non traggono beneficio dalle loro credenze o comportamenti, difficilmente ci interesseremo al loro modo di agire o pensare.

Naturalmente l’Effetto Bandwagon ha una durata limitata, solitamente perchè le persone tendono ad abbandonare “il carro della massa” quando si rendono conto della discrepanza con il loro stile di vita o perchè si rendono conto che in questo modo non riusciranno a realizzare le loro aspettative.

Le persone che desiderano scatenare l’Effetto Bandwagon sanno molto bene che prima si deve stimolare il senso di appartenenza o desiderio di appartenenza. Molte persone sivestono e si comportano secondo la moda semplicemente perchè appartengono a un determinato gruppo sociale o perchè desiderano entrare nello stesso allo scopo di acquisire alcuni benefici (denaro, successo, potere, fama).

Così, il primo passo per generare l’Effetto Bandwagon consta nel mostrare che un determinato gruppo sociale (generalmente un target molto specifico) ne deriva un grande piacere dall’utilizzo di un determinato prodotto che si desidera pubblicizzare (il prodotto può anche essere un concetto, un’idea, un comportamento). Ovviamente, l’Effetto Bandwagon risulta molto utile a politici e pubblicitari.

Le cause di questo fenomeno si intrecciano, si potrebbe fare riferimento alla nostra necessità di appartenere a un determinato gruppo di persone e condividere i loro stessi valori e stile di vita, alla tendenza di assumere come certo e giusto tutto ciò che fa la massa o addirittura potremmo riprendere l’idea di Eric Fromm secondo la quale l’essere umano ha semplicemente paura di sentirsi solo. Tuttavia, l’Effetto Bandwagon ci mostra anche l’aspetto più consapevole che prende il corpo nell’opportunismo (quando si assume l’opinione degli altri solamente per ottenere dei benefici) o nell’apatia sociale (quando non ci assumiamo le nostre responsabilità e lasciamo semplicemente che decidano gli altri, la massa).

Esistono alcuni specialisti come Gavious e Mizrahi, che hanno elaborato una complessa formula matematica secondo la quale si potrebbe predire l’apparizione e il declino dello stesso Effetto Bandwagon.

Ad ogni modo, oltre alle possibili spiegazioni sociologiche o matematiche, credo che ogni individuo abbia un motivo diverso per unirsi alle opinioni o ai comportamenti della massa. Riassumere in una unica causa l’Effetto Bandwagon significherebbe valutarlo da un punto di vista unilaterale e riduzionista.

In un mondo nel quale ogni giorno assumiamo comportamenti sempre più estremi e generalizzati e ci uniamo all’opinione pubblica che è deliberatamente manipolata, probabilmente l’opzione più intelligente sarebbe quella di guardare dentro di noi e assicurarci di non farci coinvolgere in questo fenomeno. Come? Sviluppando una nostra propria opinione fondata sul ragionamento e i vaolri umani più puri (un poco di buon senso insomma).

Fonti:
Gavious, A. & Mizrahi, S. (2001) A continuous time model of the bandwagon effect in collective action. Social Choice and Welfare; 18(1): 91-105.
Nadeau, R. et. Al. (1993) New Evidence About the Existence of a Bandwagon Effect in the Opinion Formation Process.International Political Science Review; 14(2): 203-213.

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Jennifer Delgado Suárez

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