13 febbraio 2012

Fame e propensione al rischio: una curiosa relazione

Sappiamo tutti che pù un animale è affamato tanto più questo sarà azzardato e disorganizzato durante la ricerca di cibo. Ma...e l’uomo? Como ci comportiamo quando abbiamo fame?

Gli studi nel campo della neuroeconomia continuano ad avanzare e ora, Symmonds e i suoi collaboratori dello University College of London, hanno disegnato un curiosissimo esperimento con il quale dimostrano che il nostro equilibrio metabolico influenza le nostre decisioni, anche nell’ambito degli affari e della finanza.

Per giungere a questa conclusione i ricercatori hanno coinvolto 19 persone in un esperimento che si è ripetuto per varie volte, sempre alle due del pomeriggio, a distanza di una settimana l’uno dall’altro. Nella prima fase i partecipanti avevano appena terminato di mangiare un pasto standard di circa 200 calorie. Nella seconda fase, era passata un’ora dopo aver consumato lo stesso pasto. L’obiettivo era che i partecipanti scegliessero tra diversi giochi, alcuni dei quali implicavano un maggiore livello di rischio ma erano molto più redditizi rispetto agli altri. Quali furono i risultati?

L’effetto immediato dell’essere sazi fu quello di neutralizzare i comportamenti a rischio. Tuttavia, si notarono alcune differenze: gli uomini che disponevano di una maggiore quantità di tessuto adiposo e elevati livelli di leptina (un ormone che sopprime l’appetito) non mostrarono grandi variazioni nel loro comportamento dato che già mostravano una certa avversione al rischio. Al contrario, gli uomini con un minor tessuto adiposo e livelli più bassi di leptina, mostrarono immediatamente dopo aver mangiato un atteggiamento di totale rifiuto del rischio.

Cosa accadde quando l’esperimento venne ripetuto un’ora dopo il pasto?

Come si può facilmente immaginare, gli uomini che riportarono di sentirsi meno affamati (informazione convalidata attraverso il controllo dei livelli di grelina, un ormone che fa aumentare l’appetito) giocarono in modo più cauto mentre quelli che riferivano di essere affamati, mostravano una maggiore tendenza ad assumere dei rischi.

I ricercatori affermano che questi risultati possono offrirci una migliore comprensione integrale delle persone che seguono una dieta, permettendoci di spiegare il loro cambiamento comportamentale dovuto all’irritabilità. Nello stesso tempo si avverte chi ha la responsabilità di gestire affari importanti, che è sempre meglio mangiare prima di prendere decisioni importanti.

Naturalmente, sappiamo bene che le condizioni di laboratorio non sono le stesse della vita reale, per questo motivo l’applicazione di questi risultati al mondo della finanza e degli affari deve avvenire con una certa cautela anche se senza dubbio, l’esperimento ha messo in luce alcuni punti interessanti rispetto a come le cose più semplici e apparentemente distanti tra loro possono influire sulle nostre decisioni anche se non ce ne rendiamo conto.

Fonte:
Symmonds, M., Emmanuel, J., Drew, M., Batterham, R. & Dolan, R. (2010) Metabolic State Alters Economic Decision Making under Risk in Humans. PLoS ONE; 5 (6).

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Jennifer Delgado Suárez

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