24 novembre 2011

L’invecchiamento cerebrale segue la nostra personalità

Sappiamo bene che il cervello invecchia, come qualsiasi altro organo del corpo umano. Ma non tutti i cervelli invecchiano nello stesso modo, in buona misura dipende da come abbiamo utilizzato le nostre capacità e come abbiamo saputo approfittare delle nostre potenzialità cerebrali (senza trascurare il ruolo della genetica e della biologia naturalmente).

Uno studio recente, sviluppato dall’Università Washington a St. Louis, ci suggerisce che le nostre peculiarità personologiche potrebbero avere un ruolo importante nell’invecchiamento cerebrale.

La ricerca in questione ha coinvolto 79 volontari in età comprese tra i 44 e gli 88 anni. Queste persone si sottoposero a risonanza magnetica e ad una serie di test per determinarne i tratti della personalità. Lo studio si concentrò fondamentalmente sulle regioni temporali e mediali prefrontali della corteccia cerebrale, dato che sono le aree che soffrono di maggiori cambiamenti durante l’invecchiamento e che sono implicate nei processi dell’attenzione, della memoria e dell’emozione.

Così, supportati anche dalla statistica, si è potuto osservare che le persone che prsentavano tratti neurotici mostravano anche minori volumi di materia grigia nelle regioni cerebrali: frontale e mediale temporale, rispetto a quelle persone che non mostravano questi tratti personologici. La corteccia orbito-frontale, le cui funzioni sono essenziali per il processamento socio-emozionale, mostrò risultati simili. In senso generale, le persone neurotiche mostrarono sempre un minor volume cerebrale.

A dire il vero questi risultati non sono niente di nuovo sotto il sole, dato che un anno prima un gruppo di specialisti di Madrid dopo avere studiato 121 casi diversi, affermava che nei pazienti che soffrivano di schizofrenia e di disturbo bipolare si osservava la stessa diminuzione nei livelli di materia grigia cerebrale.

Anche se lo studio risulta interessante e i sui risultati meritano considerazione, una antica domanda resta comunque senza risposta: sono le peculiarità personologiche che portano a sviluppare cambiamenti nel cervello, oppure sono i cambiamenti del cervello che portano a sviluppare certi tratti della personalità? Naturalmente, dato che nella psicologia niente presenta una relazione semplice e lineare, mi azzarderei ad affermare che la predisposizione mentale così come il modo in cui ci relazioniamo con l’ambiente circostante influiscono l’uno sull’altro reciprocamente, fatto che spiegherebbe il perchè con l’età le caratteristiche personologiche più marcate sembrano rafforzarsi ulteriormente.

Fonti:
Jackson, J.; Balota, D. A. & Head, D. (2009) Exploring the relationship between personality and regional brain volume in healthy aging. Neurobiology of aging.
Janssen, J. et. Al. (2008) Regional gray matter volume deficits in adolescents with first-episode psychosis. Journal of the American Academy of Child and Adolescent Psychiatry; 47(11): 1311-1320.

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Jennifer Delgado Suárez

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