19 ottobre 2011

Narcisismo e personalità narcisistica

Non era mai accaduto che psicologi, sociologi e storici si trovassero tutti daccordo all’unanimità nell’affermare, come accade oggi, che stiamo vivendo in una epoca di narcisismo assoluto, come se questo fosse il tema centrale di tutta la nostra cultura occidentale. Forse questa conclusione ci potrà apparire abbastanza forte, ma di sicuro non è del tutto senza fondamento.

Il termine “narcisismo” proviene dalla mitologia classica, nello specifico dal personaggio di Narciso, il quale annegò in uno stagno mentre era preso dall’estasi osservando la sua bellezza riflessa nell’acqua.

On questa breve introduzione potrete già supporre a cosa si riferisce la personalità narcisistica: persone che considerano di essere esse stesse il centro del mondo, esagerando la “meravigliosa” immagine che hanno di sè stessi e portando al limite massimo la qualità e la grandezza dei propri successi personali; in questo modo si attendono sempre di essere trattati in modo esclusivo e privilegiato da tutti quelli che stanno loro intorno.

Il termine narcisismo venne introdotto nel 1898 da H.Ellis, per spiegare la tendenza di alcune persone a venire assorti nell’ammirazione di se stessi e, anche se questa è la connotazione che hanno anche attualmente, non sempre è stato compreso nello stesso modo. In seguito, nel 1899, il concetto di narcisismo fu anche utilizzato per riferirsi ad una perversione sessuale, riferendosi a quelle persone che consideravano il proprio corpo come oggetto sessuale.

Naturalmente, per poter diagnosticare un disturbo della personalità, in questo caso disturbo narcisistico, queste peculiarità si devono presentare in una forma rigida, e nella maggior parte dei contesti nei quali si muove la persona, fino al punto che si trasformano in un problema per l’adattamento e l’interazione della persona nel suo ambiente sociale.

La caratteristica più significativa della struttura della personalità narcisista è la grandiosità: si tratta di persone che si sopravalutano e che attendono (quando non addirirttura esigono) di essere trattati in modo esclusivo e privilegiato. Generalmente pensano che le norme e le regole sociali non siano fatte per loro ma per gli altri, motivo per il quale non esitano ad infrangerle quando sono sicuri che il loro comportamento non porterà loro delle conseguenze nefaste e che questa trasgressione delle norme prestabilite permetterà loro di soddisfare le loro necessità.

I narcisisti pensano di essere così speciali e “complessi” che ben poche persone possano capirli, e per questo adottano un atteggiamento di superiorità nel relazionarsi con coloro che stanno loro intorno. Tuttavia, la realtà è ben diversa. Il narcisismo nasconde una incapacità di essere empatici e mettersi al posto degli altri, per questo non si trattengono dall’agire come degli sfruttatori, esigendo sempre di più senza dare nulla in cambio.

In contraddizione con ciò che si potrebbe immaginare, la loro autostima è abbastanza volubile e dipende dal riconscimento e dalla valorizzazione che gli altri hanno rispetto alle loro azioni. A riprova di questo il fatto che, saggiamente?! Le persone con tendenza al narcisismo tendono ad attorniarsi di persone che li ammirino o che abbiano una propensione ad essere loro fedeli.

Naturalmente, quando li si critica, di solito reagiscono con una forte rabbia e molto spesso mettono in pratica un vero e proprio attacco (con tutte le implicazioni del termine) abbastanza distruttivo. Un altro sentimento abbastanza comune è l’invidia (ovviamente loro non la riconoscono); semplicemente non possono sopportare che altre persone trionfino dove loro hanno fallito, o che semplicemente venga loro sottratto il protagonismo.

Dal momento che si tratta di persone con una bassa intolleranza di fronte all’insoddisfazione e all’errore, normalmente si autoproteggono nella loro immaginazione dove esagerano le loro capacità e minimizzano i loro difetti. Sottolineiamo che i fallimenti evidenti possono farli cadere in periodi di depressione, anche se normalmente questi stati sono abbastanza brevi, dato che immediatamente dopo adottano strategie razionalizzanti che permettono loro di recuperarsi o semplicemente, scaricare la colpa su altri.

Le rappresentazioni relative ad esperienze passate sono ancorate fermamente e servono per valutare le nuove esperienze (come ci accade ogni tanto a tutti); ma possiamo osservare una differenza essenziale, le rappresentazioni narcisiste sono composte da ricordi illusori e cambievoli, nei quali le problematiche sono state ridefinite perchè siano in sintonia con la loro autostima. La valutazioni negative si trasformano con il fine di conservare una immagine artificiale di se stessi e del loro passato.

Le tendenze narcisiste suolono osservarsi in persone che durante la loro infanzia e adolescenza non sono stati educati a cooperare, a responsabilizzarsi per le loro azioni e a considerare: diritti, interessi ed il benessere degli altri. Molti riferiscono di una prevalenza del disturbo nei figli unici.

I loro pensieri comuni sarebbero: “Sono una persona molto speciale”, “Dal momento che sono superiore, ho diritto ad un trattamento ed a privilegi speciali”, “Se gli altri non rispettano il mio status, devono essere puniti”, “Le persone non hanno nessun diritto di criticarmi”, “Mi possono capire solo le persone intelligenti come me”.

Probabilmente è superfluo dire che convivere con una persona narcisista risulta abbastanza difficile, dato che molto spesso l’eccessiva adorazione che hanno di se stessi obbliga il resto delle perosne che stanno loro intorno a mettersi a loro dipsosizione, a scapito delle loro necessità.


Fonti:
Caballo, V.E. (2004) Manual de trastornos de la personalidad. Descripción, evaluación y tratamiento. Barcelona: Síntesis.
APA (2002) DSM-IV-TR: Manual diagnóstico y estadístico de los trastornos mentales. Barcelona: Masson.
Millon, T. (1998) Trastornos de la personalidad. Más allá del DSM IV. Barcelona: Masson.

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Jennifer Delgado Suárez

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