31 ottobre 2011

La siesta o riposino pomeridiano: alcuni dati curiosi

A volte, anche una siesta di soli dieci minuti scarsi di sonno ci provvede dei benefici psicologici, riducendo la fatica e migliorando la concentrazione. Ma... un riposino pomeridiano fatto stando seduti e con la testa appoggiata alla scrivania ha gli stessi risultati rispetto a quando adottiamo una posizione orizzontale?

Per rispondere a questa domanda si sono coinvolti 30 studenti che erano abituati a fare regolarmente una siesta, o riposino, quotidiano.

Questo non è stato il primo studio che ha trattato il tema, precedentemente diversi studi avevano concluso che quanto più noi recliniamo la testa e assumiamo una posizione orizzontale tanto più il riposo sarà ristoratore. Ora Zhao torna alla carica per riconsiderare questi risultati.

I partecipanti all’esperimento furono sottoposti ad una prova nella quale dovettero ascoltare una catena di suoni e mantenersi attenti a un tono in particolare, segnalandolo ogni volta che lo sentivano. Dopo questa prova tutti andarono a pranzo e in seguito il gruppo venne diviso in tre sottogruppi:

1. Quelli che fecero un riposino di 20 minuti adottando una posizione totalmente orizzontale.

2. Quelli che fecero una siesta di 20 minuti appoggiati alla scrivania, con l’aiuto di un piccolo cuscino per appoggiare la testa.

3. Quelli che restarono seduti tranquillamente sulla sedia, con la testa appoggiata all’appoggiatesta della sedia ma senza dormire.

Terminato il riposo pomeridiano i patecipanti ripeterono la prova uditiva. Durante tutto questo tempo l’attività cerebrale delle persone venne monitorata attraverso elettrodi posizionati nel cranio. Zhao e il suo staff erano particolarmente interessati alle onde cerebrali P300, quelle che rivelavano delle informazioni realtive al livello di attenzione.

Come si può immaginare le persone che dormirono mostravano di essere di umore migliore e più attente, e ottennero un miglior punteggio nella prova uditiva. Tuttavia, il funzionamento cerebrale delle persone che avevano dormito appoggiati alla scrivania era stato lo stesso di coloro che avevano riposato in posizione orizzontale. Unicamente, quelli che avevano dormito in posizione orizzontale mostrarono un certo aumento nell’ampiezza delle onde P300, indicando così un aumento dell’attività corticale.

Le conslusioni, per i ricercatori, sono molto semplici; dormire brevemente dopo pranzo, qualunque sia la posizione adottata, porta benefici al nostro rendimento e migliora la nostra efficacia, ma se possiamo scegliere, allora è preferibile dormire in posizione orizzontale.

Fonte:
Zhao, D. et. Al. (2010) Effects of physical positions on sleep architectures and post-nap functions among habitual nappers. Biological Psychology; 83 (3): 207-213.

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Jennifer Delgado Suárez

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