7 ottobre 2011

Codipendenza affettiva: quando l’amore passa i limiti

La codipendenza è stata inizialmente osservata in persone che erano coinvolte in una relazione con alcolizzati o tossicodipendenti. Questa condizione assume una forma multidimensionale che include diverse forme di sofferenza e annullamento del proprio io, associata alla focalizzazione dell’attenzione e delle energie personali sulle necessità ed i comportamenti del partner. Paradossalmente, questa cura non ha come scopo quello di aiutare a guarire, ma piuttosto quello di mantenere la persona dipendente in una sorta di condizione di “paziente o malato designato”.

La codipendenza ha in comune con le altre forme di dipendenza affettiva, il fatto che la persona rinunci a tutte le sue necessità e desideri (sia perchè li nasconde o perchè li nega) fino alla creazione di un “io falso”, che si sostiene in una vita falsa che non risponde realmente alle proprie motivazioni e necessità. Il problema principale di questo “io falso”, è che la persona va divenendo sempre più vulnerabile e debole, e per questo motivo, spesso l’unico modo che ha per dimostrare la sua forza e nutrire la sua autostima è di controllare il partner.

Cermak ci propone quattro grandi peculiarità delle persone codipendenti:

- Variazioni dell’autostima in relazione al controllo che si esercita sul partner.

- Propensione ad assumere responsabilità ben oltre le possibilità obiettive di controllo nel tentativo di soddisfare le necessità del partner passando sopra le proprie.

- Assenza della percezione dei limiti tra l’io e l’altro.

- Stabilire relazioni con persone che normalmente presentano disturbi della personalità, una tendenza marcata alla dipendenza e/o difficoltà a controllare gli impulsi.

È importante inoltre, evidenziare i sintomi secondari:

- Depressione e insonnia.

- Idee ossessive e ricorrenti.

- Abuso di sostanze o alimenti.

- Abusi fisici o sessuali durante la storia personale.

- Tendenza a non chiedere aiuto e a non riconoscere i problemi.

La difficoltà principale che impedisce di eliminare la codipendenza è data dal fatto che la persona non riconosce di avere questo problema, normalmente la speranza (soprattutto quella basata su di un cambiamento impossibile) serve solo ad alimentare il problema. Così, molto spesso le persone chiedono aiuto quando sono già sprofondate nella disperazione più totale ed a questo punto risulta molto difficile poter salvare la relazione di coppia.

Anche se molti professionisti utilizzano la psicoterapia, la letteratura specializzata ci avvisa che la terapia di gruppo ha effetti molto più positivi, dato che permette alla persona di osservarsi in uno specchio e riconoscere le proprie difficoltà.

Fonti:
Wright, P.H. & Wrigth, K. D. (1990) Measuring codependents’ close relationships: a preliminary study. Journal of Substance Abuse; 2: 335-344.
Cermack, T. L. (1986) Co-dependence, diagnosing and treating. Minneapolis: Johnson Institute Books.

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Codipendenza affettiva: quando l’amore passa i limiti
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Invert

Jennifer Delgado Suárez

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