8 agosto 2011

Vincere alla lotteria: parliamo di superstizione, cabala e numeri


A chi non piacerebbe vincere alla lotteria? Devo ammettere che non ho mai comprato un biglietto di nessuna lotteria perchè sono fermamente convinta che tutto sia nelle mani del caso, ma riconosco anche che l’idea di diventare ricca dalla notte alla mattina mi stuzzica, come accade a tutti suppongo.

Ogni settimana, milioni di persone di tutto il mondo comprano i loro rispettivi biglietti nella speranza che la dea della fortuna li accompagni e possano così cambiare la loro vita una volta per tutte. Ciò su cui la maggioranza di queste persone non riflette (e anche se viene loro detto comunque non lo credono), è che la vita delle persone che vincono alla lotteria non si converte precisamente in un paradiso meraviglioso, anzi, molti di questi terminano suicidandosi o con più debiti di quanti non ne avessero prima di vincere “il colpo grosso” (potete trovare maggiori dettagli nel mio precedente articolo: “Lotteria: vincere il premio è la soluzione ai nostri problemi?”).

Lo sappiamo bene (ma lo sappiamo davvero?!) che i numeri fortunati delle lotterie sono estratti semplicemente a caso, motivo per il quale non vi è forma di prevedere quali saranno i numeri su cui puntare. Allora...che fare? Ci rassegnamo alle probabilità statistiche? Molti scelgono un’altro percorso: mettono mano alla superstizione e alla cabala sperando di “indovinare” i numeri vincenti.

Quali sono le strategie più comuni? Giocare un numero fortunato ripetutamente, puntare sulla data del compleanno di una persona cara, sull’età di una persona che ci sta vicino o semplicemente scegliere i numeri che si è intravisto in un sogno.

Un team di studiosi guidato da Wiseman, si è dedicato ad analizzare mille giocatori abituali. Il metodo utilizzato era molto semplice: si appoggiarono ad un programma televisivo “Out of this world”, trasmesso dalla BBC, e chiesero a queste persone che comunicassero in anticipo i loro numeri preferiti, che indicassero quanto si sentivano fortunati o sfortunati, e che metodi avessero utilizzato per selezionare i numeri.

I ricercatori si resero conto rapidamente valutando oltre duemila biglietti, come le persone che si consideravano fortunate avessero un preferenza straordinariamente identica; i numeri che avevano maggiore prevalenza erano:”1, 7, 17, 29, 37 e 44”.

Ovviamente, i numeri vincenti di questo sabato furono: “2, 13, 19, 21, 45, 32”. Insomma, neppure una coincidenza. Tantomeno la superstizione ottenne dei buoni risultati, i ricercatori non individuarono nessuna coincidenza statisticamente significativa.

Ma evidentemente le persone che si apprestano ad acquistare un biglietto della lotteria non pensano come questi ricercatori. Cosa accade nelle menti di queste persone? Ci si può riferire a due meccansmi basilari che motivano il giocatore:

- Illusione del controllo: quando le persone includono le loro superstizioni in un gioco totalmente azzardato, hanno la sensazione di poter controllare alcuni degli elementi che intervengono nella selezione dei numeri. Questa illusione di controllo offre loro una fiducia sufficiente che gli permette di puntare una voltà ancora.

- Stabiliscono correlazioni illusorie: sono fermamente convinti di essere riusciti a stabilire una correlazione che determina l’azzardo. Come dire, sono convinti che esista una certa relazione tra una data fortunata ed i numeri. Un esempio molto simpatico di queste correlazioni illusorie si può trovare nel libro di Wagenaar relativo ai paradossi del comportamento del giocatore: nell’anno 1734, la rivista “Lo spettatore olandese” conteneva un annuncio curioso, nel quale un signore si offriva di pagare al proprietario del biglietto numero 1431 cinque volte in più il prezzo pagato per lo stesso. Perchè? Il suo ragionamento si basava nel fatto che se si sottrae 1431 a 1734 il risultato è 303. Il giorno in cui venne pubblicato l’annuncio questa persona aveva 25 anni ed un quarto, che in totale sono esattamente 303 mesi, una circostanza che non poteva restare senza ricompensa. Non c’è niente da aggiungere...

In questo modo, la persona che gioca, non solo crede di poter controllare il caso ma di essere addirittura in grado di prevederlo avvalendosi di una serie di azioni basate nella superstizione che gli offrono una certa fiducia. Probabilmente senza questo tipo di fiducia nessuno, o quasi, giocherebbe.

Fonti:
Wiseman, R. (2007) Quirkology: How we discover teh big truths in small things. New York: Basic Books.
Wagenaar, W. A. (1988) Paradoxes of Gambling Behaviour. Eve: Lawrence Erlbauir.

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Jennifer Delgado Suárez

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