3 agosto 2011

Telecinesi e Psicocinesi


Il vocabolo “telecinesi” non è recente, le sue origini risalgono al 1890 quando venne coniato per la prima volta dal ricercatore russo Alexander N. Aksakof. Vent’anni dopo negli USA fa la sua apparizione il termine “psicocinesi” nel libro “On the Cosmic Relations”. Ma questo neologismo dovette attendere due decenni oltre, fino al 1934, per essere infine adottato da Joseph Bank Rhine ed entrare a far parte del glossario della Parapsicologia. In seguito venne usato nel contesto di un’esperimento nel quale Rhine tentava di determinare se una persona potesse influire mentalmente nel lancio dei dadi.

In quel momento Rhine disponeva di 25 volontari che vennero istruiti allo scopo che si concentrassero e tentassero di influire sui risultati. Inizialmente i risultati furono molto positivi ma con il passare del tempo l’incidenza psicocinetica diminuì. Rhine interpretò questi risultati come evidenza positiva dell’esistenza della psicocinesi mentre che, la diminuzione dell’incidenza, venne messa in relazione con la naturale stanchezza conseguente ad un notevole sforzo mentale.

Per chi tuttavia non sappia di cosa stiamo parlando, diciamo che la telecinesi si riferisce alla possibilità di influire sulla materia e l’energia senza utilizzare nessun mezzo meccanico osservabile. La psicocinesi si riferirebbe, più nello specifico, all’incidenza della psiche o mente in questi processi. Come si può immaginare, la tradizione popolare è piena di storie di persone che dispongono di capacità telecinetiche. Forse uno dei casi più famosi è quello della casalinga russa Nina Kulagina, che negli anni 60 del secolo scorso sembrava poter muovere piccoli oggetti su di un tavolo con la sola forza della mente. Ovviamente si è provveduto a verificare che non utilizzasse fili o magneti per aiutarsi in questa attività.

Naturalmente, negli anni 70 del secolo scorso anche il governo americano decise di studiare seriamente la cosa. Entra così di nuovo in azione il laboratorio dell’Università di Princeton, il PEAR, a cui ho già fatto riferimento nel precedente articolo: Attività paranormale: alcune ricerche.

Con l’obiettivo di stabilire se la mente umana è realmente in grado di influire su determinati eventi aleatori, gli scienziati del PEAR realizzarono un numero considerevole di prove per valutare se fosse possibile alterare il lancio di una moneta con il solo pensiero. Precisamente, nel laboratorio si lanciarono virtualmente attraverso di un computer un totale di 340 milioni di monetine virtuali. Come tutti ben sappiamo una moneta ha due lati, esiste così una probabilità del 50% che ricada su di un determinato lato. Allora...tutte le variazioni possono essere considerate frutto dell’influenza della telecinesi?

Questa fu la domanda che ispirò gli esperimenti ai quali presero parte persone che presuntamente disponevano di poteri paranormali. Il compito era semplice: dovevano influire sui risultati in modo tale da fare apparire una anomalia statistica.

Negli anni a venire, anche se le variazioni furono molto piccole, gli studiosi del PEAR si convinsero che la telecinesi era reale. Tuttavia, per essere totalmente imparziale, devo sottolineare che le variazioni erano così infinitesimali che questi esperimenti non vennero considerati come prova incontestabile dell’esistenza della telecinesi da parte della comunità scientifica.

Molto prima degli esperimenti realizzati dal PEAR, nel 1962, in base ad una revisione esauriente degli studi e gli esperimenti realizzati fino al momento, si giunse alla conclusione che non esistessero evidenze scientifiche che supportassero l’esistenza della telecinesi in base a due fattri essenziali: 1. I risultati ottenuti non si poterono replicare e, 2. I campioni non erano eterogenei e rappresentativi. Curiosamente nel 2006, avviene un’altra rivalutazione degli studi implementati e si giunge alle identiche conclusioni: non esistono prove sufficienti a livello scientifico come per poter affermare l’esistenza della psicocinesi.

Ad ogni modo, di seguito vi propongo l’idea generale che offrono i ricercatori come spiegazione:

I movimenti degli oggetti potrebbero essere il risultato dell’utilizzo di campi d’energia, magnetici o elettrici.

Ma...da dove proviene questa energia? A questo proposito esistono diverse spiegazioni. Alcuni affermano che l’energia provenga dalla nostra attività cerebrale, tutti ne disporrebbero ma non tutti saprebbero come utilizzarla. Sappiamo già che durante i diversi stati della coscienza e dipendendo dal nostro sforzo mentale, il nostro cervello emette onde di diverse intensità; queste onde sarebbero responsabili di influire sugli oggetti provocandone il movimento. Al contrario, altri affermano che questa energia provenga dall’attività geomagnetica della terra che sarebbe in qualche modo canalizzata dalla persona.

A sostegno di questa ipotesi si aggiungono i risultati di 621 sessioni sperimentali condotte in Scozia, Irlanda e USA. In tutte queste venne analizzato l’indice K e l’efficacia dell’influenza psicocinetica in laboratorio. L’indice K si ottiene quotidianamente ed è determinato basandosi sulla misurazione dei componenti delle forze magnetiche ottenute da 13 osservatori magnetici ubicati in diverse località intorno al mondo.

I risultati furono abbastanza sorprendenti e, soprattutto, coincidenti: quando nei giorni precedenti di sessione psicocinetica l’attività geomagnetica era elevata, l’indice di incidenza sugli oggetti con il solo potere della mente aumentava. Al contrario, quando nei giorni precedenti le sessioni, l’attività geomagnetica diminuiva, i poteri psicocinetici sembravano svanire.

Inoltre, i ricercatori affermano che il potere psicocinetico tende a deteriorarsi con l’età e ciò che risulta anche più contraddittorio; gli uomini mostrarono un potere psicocinetico maggiore rispetto alle donne.

Questi risultati portano a considerare che i cambiamenti geomagnetici della terra potrebbero influire sui nostri poteri sensoriali e sulle nostre potenzialità per incidere in forma anche più attiva sull’ambiente attraverso il nostro pensiero. Tuttavia, è necessario essere cauti prima di trarre delle conclusioni azzardate, dato che gli stessi ricercatori affermano che il campione è ancora abbastanza piccolo e che saranno necessari nuovi esperimenti.

Fonti:
Dean, R.; Roger, N.; York, D. & Joop, H. (2006)Reexamining psychokinesis: Comment on Bösch, Steinkamp, and Boller. Psychological Bulletin; 132(49: 529-532.
Reimar, L. (1992) The Psychokinesis Effect: Geomagnetic Influence, Age and Sex Differences. Journal of Scientific Exploration; 6(2): 157-165.
Edward, G. (1962) A review of psychokinesis (PK). Psychological Bulletin; 59(5): 353-388.
Rhine, L. E. & Rhine, J. B. (1943) The psychokinetic effect. I. The first experiment. Journal of Parapsychology; 7: 20-43.

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Jennifer Delgado Suárez

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