18 agosto 2011

Licantropia: le persone che si credono animali


Chi non ha mai letto la Metamorfosi di Kafka o non ha visto l’ultimo film dedicato all’uomo lupo? Entrambi le rappresentazioni artistiche hanno qualcosa in comune: la licantropia, o in parole semplici, la credenza che una persona o le persone che gli stanno intorno possano trasformasi in animali.

Il termine licantropia proviene dalla mitologia greca secondo la quale viene detto che Zeus trasformò il re Licon di Arcadia in un lupo furioso. Ad ogni modo, l’estensione popolare dell’idea della metamorfosi rimonta all’antichità, quando si credeva che il diavolo potesse trasformare le persone in lupi. Già nel secolo III D.C. si raccontavano casi di persone che vagavano durante la notte (generalmente nei cimiteri) e ululavano come i lupi. Questa credenza non si diffuse ampiamente se non 1500 anni più tardi quando i medici iniziarono a dubitare di un potere diabolico tanto elevato, ed al suo posto cominciarono ad intravedere che il diavolo avesse solo la capacità di indurre le persone a credere che si fossero trasformate in un animale e pertanto, agivano come quest’ultimo anche se non lo erano. Alcuni specialisti in psichiatria consideravano che questo disturbo fosse scomparso insieme alle credenze magico-religiose, ma non fu così, la licantropia ha sopravvissuto nel tempo, soprattutto in regioni nelle quali il contatto con gli anmali è parte della vita quotidiana.

Naturalmente, scientificamente parlando, dietro a questa credenza si nascondono allucinazioni molto vive e deliri. Se ne possono distinguere alcune tipologie:

- Idee deliranti: la perosna crede ciecamente di essersi trasformata in un lupo.

- Alterazioni comportamentali: la perona si comporta come l’animale anche se fisicamente non si vede come uno di questi.

- Alterazione psicopatica della personalità: la persona afferma che non ha altra possibilità se non quella di agire come un animale.

Anche se generalmente la licantropia si associa solo al lupo, cani o altri animali pericolosi, esistono però anche casi nei quali il paziente si trasforma in gatto, uccello, rospo o ape. Sappiamo bene quanto l’immaginazione umana possa essere fertile.

Spesso il comportamento di questi individui è così aberrante, aggressivo, distruttivo o completamente caotico che in passato venivano cacciati come se si trattasse di veri e propri animali.

Alcuni specialisti includono la licantropia nella schizofrenia mentre altri la considerano come un quadro maniacale. Un terzo gruppo, tra i quali mi metto anch’io, optano per non stabilire una diagnosi individuale ma piuttosto considerano che si tratti di una sindrome associata ad una patologia anteriore, come un quadro psicotico o una profonda depressione. Va sottolineato che, nella maggioranza dei casi, non si presenta amnesia, deficienza intellettuale, disorientamento, perdita della coscienza tantomeno cambiamenti anatomici cerebrali. Tuttavia suole manifestarsi una certa ipersessualità che si manifesta nella ricerca di molteplici compagni sessuali, masturbazione frequente e zoofilia.

Questo quadro inizia a manifestarsi nell’adolescenza, mostrandosi una grave alterazione della capacità di giudizio, comportamento stravagante, allucinazioni ed idee deliranti.

Anche se non esiste un’idea che spieghi tutti i casi descritti fino ad ora, esistono varie teorie:

1. Fisiologia. Alcuni specialisti considerano che sia conseguanza di un ictus che provoca paralisi parziali o complesse, o un sintomo della Sindrome di Discontrollo Episodico associato a danni del lobo frontale e nel sistema limbico. Tuttavia, va sottolineato che tre dei dieci casi analizzati nella bibliografia non mostravano danni cerebrali.

2. Psicoanalisi. La licantropia verrebbe ad essere una rappresentazione dell’Io che compulsa la persona a sentirsi un animale nel tentativo di eliminare i sentimenti di colpa. Jung affermava che la causa di questo disturbo potrebbe incontrarsi nell’infanzia, quando il piccolo interiorizza in modo errato i conflitti dei genitori. Questa teoria mi risultò particolarmente convincente, forse perchè non sono una fedele sostenitrice delle spiegazioni psicoanalitiche.

3. Il delirio e l’incidenza culturale. Molte delle persone che credono di essersi trasformate in un animale, spesso menzionano in un qualche momento della loro vita, dove furono morsi o furono esposti all’animale corrispondente. Alcuni specialisti segnalano un complesso intrico di deliri ed allucinazioni che hanno come base la rappresentazione sociale della rabbia (nel caso di cani e lupi), o semplicemente un momento di elevata tensione al quale fu esposta la persona quando si trovò di fronte all’animale in questione. Quest’idea mi appare una delle più probabili.

Comunque, come tutte le spiegazioni psicologiche, potrebbe essere che non esista una causa comune per tutti i casi, ma piuttosto che esistano differenti fattori determinanti e scatenanti. E parlando di fattori scatenanti, per finire desideravo dirvi che, a proposito della credenza popolare che la luna piena abbia una certa influenza sulle anime perturbate, alcuni studiosi affermano che potrebbe esistere una vera relazione sostenuta dal fatto che durante i periodi di luna piena i livelli di sangue in alcuni neurotrasmettitori si innalzano, provocando un funzionamento disfunzionale nelle persone con predisposizione alle malattie mentali.

Fonti:
Lieberman, J. A.; Scott, T. & Perkins, D. O. (2008) Tratado de esquizofrenia. Barcelona: Ars.
Ali-Reza, M. & Mitra, N. (2004) Lycanthropy in depression: a case report. Archives of Iranian Medicine; 7 (2): 130 – 132.
Hamad, H & Arenas, D. (1994) Licantropía: análisis de seis casos. Psiquiatría Biológica;1(2).
Coello, R. Et. Al. (1983) Licantropía. Tratamiento exitoso con litio del primer caso informado en Honduras. Revista Médica de Honduras; 51: 199-203.
Rosenstock, H. & Vincent; K. R. (1977) A case of Lycanthropy. American Journal of Psychiatry; 134:1147-1149.

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Jennifer Delgado Suárez

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