22 agosto 2011

Il pessimismo futurista: nuova strategia per iniziare un progetto


Non sono impazzita, almeno credo, avete letto perfettamente: “il pessimismo può convertirsi in un potente strumento che ci spinga ad intraprendere un nuovo progetto”. Cosa voglio dire?

Quando stiamo rilfettendo su di un nuovo progetto che ci seduce, normalmente non riusciamo a pensare con sufficiente chiarezza ed obiettività e sbagliamo a causa dell’eccessivo ottimismo. Essere ottimisti, troppo ottimisti intendo, fa si che spesso sopravvalutiamo le nostre capacità e potenzialità nell’affrontare i diversi compiti e questo ci porta a minimizzare le difficoltà e le barriere che incontreremo durante il cammino. Così, realizzeremo una bozza di piano che non si rispecchia nella realtà e non contempla le possibili difficoltà tantomeno le soluzioni potenziali. Non è strano allora che il progetto termini per fallire prima ancora di iniziare. Questa è la realtà obiettiva.

Nella nostra realtà soggettiva si avvicina un’altra tormenta; quando constatiamo che il progetto richiederà ulteriore impegno, dedicazione, sforzo e investimenti, molto di più di quanto non avessimo previsto, e che si innalzano barriere che non siamo stati in grado di prevedere, allora è normale che veniamo presi da pessimismo terminando per sentirci demotivati e pronti ad abbandonare il progetto.

Forse una delle poche frasi di Macchiavelli con la quale concordo è: “la miglior difesa è l’attacco” e questo implica che quando iniziamo un progetto, sebbene dovremo affrontarlo con una buona dose di ottimismo, questo dovrà essere un ottimismo di tipo realista che ci permetta di intravedere tutte le possibili barriere che ci possono separare dal successo. Sappiamo già che molte volte ci lasciamo guidare dalle aspettative, così io credo che la strategia migliore sia: “lavorare mettendoci tutte le nostre forze e capacità come per ottenre un gran successo ma attenderci di avere un successo ben minore”.

Esiste un modello che considero altamente efficace nel momento di progettare come sarà il nostro futuro: Debolezze, Minacce, Forze e Opportunità.

- Debolezze: quali fattori intrinsechi a noi stessi possono rappresentare una barriera? Ovviamente, nessuno di noi è una riserva di abilità e competenza illimitate. Quando intraprendiamo un progetto dovremo anche tenere conto quali delle nostre caratteristiche (sia di ordine personologico, nelle relazioni interpersonali o riferite a certe destrezze professionali) potrebbero far cadere i nostri piani. A questo punto è necessario conoscere approfonditamente quali peculiarità richiede il nostro progetto e poter così essere obiettivi quando valuteremo la nostra idoneità per lo stesso.

- Forze: di quali potenzialità disponiamo? Includeremo di seguito solo le nostre risorse già esistenti o quelle che potremo sviluppare con una probabilità del 90%, sia di rodine cognitivo, professionale o materiale. Non vale la pena di mentire a noi stessi, più obiettivi saremo nella nostra analisi maggiori possibilità di successo avrà il nostro progetto.

- Minacce: quali pericoli ci può riservare l’ambiente? A questo punto dovremo tentare di essere pessimisti o di valutare obiettivamente quali caratteristiche dell’ambiente potrebbero trasformarsi in una barriera che ci impedisce di realizzare i nostri obiettivi. A volte è necessario riconoscere una percentuale di pericolosità ad ogni barriera perchè potrebbe essere che ne incontriamo solo una nel cammino ma che questa abbia dimensioni enormi. Facciamo un esempio: se desideriamo aprire un piccolo negozio in un determinato settore ma sappiamo che alcune grandi imprese hanno già progetti simili, forse la migliore opzione sarebbe quella di proporre una collaborazione ad una di queste ultime che sia soddisfacente per entrambi o rivedere totalmente il nostro progetto per non correre il rischio di fallire nel tentativo di sostenere una concorrenza alla quale non possiamo resistere.

- Opportunità: quali fattori positivi che dipendono dall’ambiente possono aiutarci con il progetto? Dovremo anche elencare i fattori ambientali che possono essere a favore e naturalmente, non dimenticarci di questi per tutta la durata del progetto ma piuttosto sottoporli a un monitoraggio costante con l’obiettivo di identificare eventuali variazioni che possano danneggiarci. A volte sorgono congiunture speciali che possono dare un buon impulso al progetto, è importante imparare a intravedere questi momenti.

Se diamo una percentuale (in relazione all’incidenza maggiore o minore nel successo o nel proseguimento del progetto) ad ognuno dei fattori che andiamo elencando in ogni aspetto, alla fine potremo ottenere un quadro abbastanza completo sulla fattibilità dei nostri piani.

Credo fermamente che l’impegno e i desideri non sono sufficienti per realizzare tutto ciò che ci proponiamo ma se abbiamo la necessaria creatività, le potenzialità indispensabili e sappiamo analizzare l’ambiente e implementare un ottimo piano che andremo completando passo dopo passo, allora, le possibilità di fallimento si ridurranno considerevolmente

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Jennifer Delgado Suárez

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