29 luglio 2011

Agorafobia


La parola agorá proviene dal greco e significa piazza. Così è facile supporre che l’agorafobia sia la paura irrazionale di trovarsi in luoghi pubblici (non necessariamente in tutti gli spazi aperti), generalmente affollati. A questo punto coloro che soffrono di agorafobia suolono evitare i raggruppamenti di persone, viaggiare in metro o in aereo, etc.

Le origini storiche del disturbo risalgono al 1621 quando lo psichiatra Robert Burton descrisse per primo alcuni casi aventi queste caratteristiche. Ma il termine agorafobia non venne utilizzato fino al 1872, quando il neurologo Karl Westphal lo usò per la prima volta. Evidentemente, a quei tempi gli unici a soffrirne erano uomini, dato che all’epoca le donne non usavano andarsene liberamente in giro per le strade da sole, mentre attualmente l’agorafobia colpisce maggiormente le donne nella proporzione di due terzi.

Generalmente il disturbo inizia in età compresa tra i 18 ed i 35 anni ed ha come caratteristica essenziale l’apparizione di ansia e attacchi di panico, quando la persona sa di dover affrontare la situazione temuta. Tuttavia, quando la persona ha l’opportunità di affrontare la situazione scatenante in compagnia di qualcuno, i sintomi tendono ad attenuarsi notevolmente. Circa il 95% delle persone a cui viene diagnosticata l’agorafobia soffre anche di attacchi di panico. Nello stesso tempo è utile segnalare che anche un terzo di coloro che soffrono di attacchi di panico arriva a sviluppare l’agorafobia.

È abbastanza comune che queste persone sviluppino un comportamento sfuggente, e questo contribuisce a restringere il loro potenziale fino al punto che non riescono più a portare a termine le attività quotidiane più semplici come fare la spesa al supermercato, o relazionarsi con i propri familiari in luoghi diversi da casa propria.

La persona che soffre di agorafobia suole temere la perdita della sicurezza, che identifica con la sua propria casa, motivo per il quale restringe le propire attività ai luoghi dove si sente più protetta e sicura. Nelle forme più serie la persona è totalmente incapace di uscire di casa o addirittura restare in questa da sola.

Tra le persone famose che soffrono di agorafobia incontriamo: Kim Basinger, Nicholas Cage, Barbra Streisand, Johnny Depp.

Ad ogni modo, l’agorafobia non è un disturbo che dura tutta la vita; i trattamenti psicologici si concentrano generalmente su due fattori: controllare la sintomatologia ansiosa ed eliminare l’atteggiamento sfuggente. La desensibilizzazione sistematica è una delle tecniche per eccellenza più usate.

Si potrebbe dire che delle persone che terminano il trattamento, circa il 65-75% ottengono l’eliminazione totale del disturbo. Il maggior problema dipende dalla costanza nel seguire il trattamento, dato che intorno al 25% delle persone suole abbandonare il trattamento ben presto.


Fonti:
Peñate, W. et. Al. (2006) Agorafobia (con o sin pánico) y conductas de afrontamiento desadaptativas. Salud Mental; 29(2): 22-29.
APA (2000) DSM-IV. Manual diagnóstico y estadístico de los trastornos mentales. Mason.

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Jennifer Delgado Suárez

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