7 giugno 2011

Perseveranza assertiva


Il concetto di perseveranza assertiva me lo sono inventato, o forse è meglio dire: creato, per riferirmi ad una competenza non molto comune ai nostri giorni ma che è essenziale per ottenere successo con i nostri progetti.

La perseveranza assertiva farebbe riferimento a due attitudini essenziali:

1. La costanza nel perseguire gli obiettivi, le emozioni e il comportamento.

2. La flessibilità nel riorganizzare gli obiettivi, le emozioni e il comportamento.

All’inizio queste idee possono apparire contrastanti ma sono due facce della stessa moneta, e l’una senza l’altra non hanno alcun valore.

Quando iniziamo qualsiasi progetto ci sentiamo generalmente emotivamente positivi verso lo stesso: siamo speranzosi, allegri, ottimisti; insomma, crediamo che tutto andrà bene fino a che... cominciano i problemi e gli imprevisti. Allora appare la perdita di motivazione e il conseguente abbandono; ci sentiamo apatici, smettiamo di confidare nel progetto e poco a poco iniziamo a trascurare gli aspetti che potrebbero far proseguire il sogno. Ci manca la perseveranza.

La mancanza di perseveranza è una debolezza molto comune attualmente, ed è in stretta relazione con il ritmo vertiginoso nel quale si muove e cambia il mondo che ci circonda. Ogni volta siamo sempre meno pazienti e meno perseveranti; l’esempio più palpabile si può incontrare nelle fugaci relazioni di coppia, o nella quantità di progetti che nascono nel web che poi vengono rapidamente abbandonati. Siamo andati progressivamente dimenticando che la perseveranza è la chiave essenziale per riuscrire in quei progetti che ci interessano davvero.

Le cause dell’abbandono possono essere le più varie:

- Appaiono difficoltà che non erano considerate. Teniamo presente che sempre appariranno problemi che non potevamo prevedere, una delle leggi più certe che ho potuto verificare nella mia vita è proprio quella che recita: “Tutto ciò che potrà andar male lo farà!”

- Non siamo capaci di strutturare il progetto seguendo piccoli obiettivi che rendano la meta finale facilmente raggiungibile (per terminare una carriera universitaria è necessario passare tutti gli esami; è un compito difficile ma non possiamo conseguire il risultato senza passare attraverso le varie tappe). Nel caso della carriera universitaria è più facile perchè gli altri ci aiutano a strutturare i passi da farsi; qaundo invece intraprendiamo un progetto personale dovremo essere capaci di strutturare da soli i nostri piccoli scalini che ci portano al successo.

- Non abbiamo una visione sufficientemnte chiara della meta finale. Non avere ben definito quale sia il nostro pogetto essenziale fa si che passiamo di idea in idea alla ricerca di quella che ci sembri più attraente, così perdiamo tempo prezioso senza portare a termine nessuno dei progetti.

E seguiamo contando gli ostacoli, così che, se realmente desideriamo portare a termine il progetto, è assolutamente imprescindibile una attitudine perseverante ma non solo nel percorso della realizzazione degli obiettivi ma anche nel mantenimento delle nostre emozioni e dei comportamenti. È necessario automotivarci per tutta la durata del progetto, trovare nuovi interessi al suo interno che aiutino a mantenere la nostra soddisfazione sul lavoro che stiamo realizzando, altrimenti il compito sarà pesante da terminarsi. Quando il progetto si converte in una fonte di dispiacere è il momento di abbandonare il cammino e riconsiderare la nostra perseveranza. A questo punto appare l’idea dell’assertività.

Esistono persone che si prefiggono una meta e devono realizzarla a qualsiasi costo. Io credo che il fine non giustifichi assolutamente i mezzi, per questo motivo mi riferisco alla perseveranza assertiva. Esistono progetti che erano molto buoni, eccellenti e adeguati nel momento in cui sorsero ma che in seguito hanno perso la loro fattibilità; a questo punto è necessario riorganizzare le nostre mete, le nostre emozioni e i nostri comportamenti. Essere perseveranti in modo rigido non ci aiuta ad avere successo ma piuttosto a schiantarci contro le pareti di un ambiente in continuo mutamento.

Allora, la perseveranza necessita delle sue dosi di assertività, è importante determinare qaundo è il momento di rinviare qualche progetto fino a quando non abbiamo condizioni migliori, o semplicemente pensare a come trovare soluzioni diverse rispetto a quelle precedentemente programmate.

Ad ogni modo, perchè ci risulta tanto difficle essere assertivi quando ci prefiggiamo di realizzare un progetto?

- Amiamo troppo i notri piani e ci rifiutiamo ad accettare un risultato diverso da quello pianificato.

- Non ci rendiamo conto che le condizioni del nostro ambiente cambiano.

- Non siamo capaci di valorizzare oggettivamente l’efficacia delle nostre azioni e per questo motivo continuiamo a commettere gli stessi errori in continuazione. Einstein espresse il concetto in modo geniale: “non vi aspettate che qualcosa cambi se continuate a fare sempre le stesse cose”.

Riassumendo, dietro ad ogni successo generalmente si nascondono sempre vari anni di perseveranza assertiva. Sono ben poche le persone che realizzano i loro obiettivi al primo tentativo, così poche che rappresentano l’eccezione alla regola.

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Jennifer Delgado Suárez

Psicologa di professione e per passione, mi dedico a dar forma e contenuto alle parole. Scopri i miei libri

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