27 giugno 2011

Cos’è l’intuito?: uno sguardo a Damasio


Quante volte abbiamo risolto un problema basandoci unicamente sul nostro intuito? Quante volte ci siamo ritrovati a consigliare a qualcuno di fidarsi nel suo intuito? E inoltre: quante volte il nostro intuito ha sbagliato?

L’intuito, o anche sesto senso come amano chiamarlo alcuni, ha appassionato nel tempo molti psicologi e soprattutto è alla base di molte scoperte scientifiche e dietro alcune delle più importanti decisioni che riguardano la storia del mondo.Tuttavia, questa sensazione che almeno una volta tutti abbiamo sperimentato e che ci dirige verso un luogo piuttosto che verso un’altro, verso una decisione piuttosto che verso il suo contrario, è stata ben poco considerata dalla letteratura scientifica. Alcuni la intendono come un lampo che proviene dall’inconscio e proprio per questo, forse, la sua comprensione resta relegata nell’ombra. Ad ogni modo, per dare una risposta concreta alla domanda: ‘cos’è l’intuito?’ Damasio ci offre una visione sulla quale si può riflettere.

Prima di spiegarvi la teoria di Damasio vi devo dire che si tratta di un’autore che mi appassiona con ogni libro che scrive. Ha avuto la sfortuna (o fortuna) di non scrivere per il grande pubblico come invece ha fatto Golean, e per questo motivo la maggior parte delle sue opere sono ben poco conosciute oltre ai circoli psicologici; tuttavia, “L’errore di Descartes” è un libro assolutamente comprensibile anche per tutti coloro che da non esperti tentano di capire in modo approfondito il funzionamento del cervello umano. Precisamente da questa opera prendo alcune idee che mi servono per spiegare come viene considerato l’intuito umano:

Quando affrontiamo situazioni che dobbiamo risolvere immediatamente, nella nostra mente si attivano immagini relative in un modo o nell’altro ai fatti in questione. Queste immagini a loro volta attivano ricordi emotivi dolorosi o positivi che influiscono nelle decisioni che prenderemo. Per esempio, quando dobbiamo decidere se dare un’altra opportunità alla persona che abbiamo di fronte organizzando un’altro appuntamento romantico, in modo quasi inevitabile si attiveranno i nostri ricordi di relazioni passate e questo contribuirà a determinare la decisione che prenderemo. Tutto questo processo avviene in modo cosciente e per questo motivo saremo più o meno in grado di spiegare le ragioni della nostra decisione.

Ma in certe occasioni, questo processo avviene in forma inconscia, facendo sì che siamo più propensi per una decisione o l’altra. In questo caso la decisione si chiama intuizione e molto spesso non siamo in grado di spiegare ragionevolmente il perchè della nostra decisione.

Così, l’intuito non sarebbe nient’altro che un meccanismo di preselezione che trascorre al di sotto del livello della nostra coscienza e esamina i diversi candidati, le diverse opzioni e decide cuali saranno i privilegiati che passeranno ad essere i probabili percorsi tra i quali andrà a decidere la nostra coscienza. L’intuito sarebbe un meccanismo di decantazione di alternative, nel quale sono essenziali le nostre esperienze anteriori e l’emotività ad esse relazionata.

Studi realizzati con infermiere, medici ed impresari negli anni 80 e 90 del secolo scorso, mostrarono che le persone che avevano maturato più anni nell’esercizio della loro professione erano maggiormente intuitive e, ancora più importante; il loro intuito raramente sbagliava. Questi studi sono stati considerati come ulteriori indizi a sostegno della teoria di Damasio: un’esperienza più ampia ci offre un background di immagini maggiore e per questo motivo le impressioni sensoriali che abbiamo immagazzinato ci aiuteranno a prevedere con maggiore precisione il possibile risultato. Semplice questione di statistica? Assolutamente no, le esperienze che passano a far parte del nostro background incosciente e intuitivo sono solo quelle che in qualche modo ci hanno colpito, cha hanno originato un qualche sentimento o riflessione in noi. In seguito, esercitano la loro influenza nelle nostre decisioni a partire dal meccanismo inconscio che può essere più o meno forte secondo il nostro allenamento e addirittura in relazione alle nostre credenze e caratteristiche personologiche. Così, esisterebbero persone che sono più intuitive che altre anche se entrambi hanno vissuto le stesse esperienze.

Fonti:
Agebjörn, A. (2008) Intuition can be explained. In: Informationsdienst Wissenschaft.
Damasio, A. R. (2001) El error de Descartes. Barcelona: Crítica.

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Jennifer Delgado Suárez

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