30 giugno 2011

Bugie e menzogne: 5 consigli per identificarle


Identificare le bugie e le menzogne è una preoccupazione abbastanza diffusa. Naturalmente, tra tutti non mancano gli psicologi che si sono dedicati a stabilire dei parametri per individuarle e quelli che addirittura hanno concentrato gli studi sulla nostra abilità nello scoprire gli inganni. Quali sono i risultati?

Siamo dei pessimi rilevatori di menzogne, anche se queste vengono dette dai bambini. Uno studio molto interessante ci riporta che solo il 50% di noi è capace di individuare le menzogne infantili.

Bond ha studiato la nostra relazione con le menzogne coinvolgendo volontari di 60 paesi diversi. Uno dei suoi obiettivi era quello di determinare quali fossero i criteri nei quali ci basiamo per individuare l’inganno; gli spunti che offrivano le persone coincidevano: 1. Le persone che mentono hanno la tendenza a muovere esageratamente le mani; 2. Le persone che mentono tendono a muoversi freneticamente nello spazio e, 3. Le persone che mentono suolono distogliere lo sguardo.

Queste convinzioni, parecchio diffuse a livello mondiale, non sono del tutto certe. La migliore opzione per identificare le menzogne è quella di concentrarsi sulla struttura del discorso, nell’intonazione della voce o nei minimi cambiamenti a livelo delle microespressioni facciali.

In un’altro articolo: “Come smascherare una menzogna?” ho già menzionato una forma abbastanza semplice che si basa nell’analisi del discorso per identificare chi mente, ora vi vado a segnalare alcuni diversi spunti utili per smascherare un bugiardo:

1. La voce. Quando le persone mentono il tono della loro voce cambia in modo sottile. A volte la voce trema in modo appena percettibile soprattutto quando si descrivono dettagli incerti. Alcune persone alzano la voce nel tentativo di rendere maggiormente credibile ciò che dicono mentre che altri la abbassano inavvertitamente come se sperimentassero una sorta di vergogna per la bugia che vanno a dire.

2. I dettagli. I bugiardi esperti tendono ad offrire ben pochi dettagli nella speranza che non si scoprano le incongruenze della loro storia. Al contrario, le persone meno abituate a mentire, offrono troppi dettagli che ci possono risultare irrilevanti e che in altre circostanze non dovrebbero essere svelati. Mostrano una memoria strepitosa per le informazioni assolutamente irrilevanti, dato che i bugiardi tendono a dargli maggiore importanza nel tentativo di rafforzare la loro credibilità. Stare attenti ai dettagli che ci vengono proposti nel discorso è la forma più sicura di smascherare una menzogna.

3. Le pause. Normalmente, quando le persone mentono, tendono a fare molte pause. Si fermano continuamente durante il discorso nel tenattivo di ristrutturare e ripensare come dare coerenza ad una storia incerta.

4. Allontanamento dal tema del racconto. Una delle strategie più comuni delle persone che mentono è quella di tentare di distanziarsi dal tema. La tattica utilizzata è quella di spostare la conversazione ad altri temi diametralmente opposti. Questo repentino interesse viene percepito come una forzatura.

5. Lo sguardo. Anche se è un mito che le persone che mentono tendono a distogliere lo sguardo, certo è che dal momento che è un’idea così diffusa nella nostra cultura i bugiardi faranno in modo di prestare speciale attenzione a dove dirigeranno il loro sguardo. In questo modo, la persona può mantenere lo sguardo per un tempo non prudenziale. È normale che durante una conversazione gli sguardi si incrocino e si sviino continuamente, la persona che mente tenderà a mantenere lo sguardo diretto ai nostri occhi per un periodo più lungo del normale.

Ad ogni modo, indipendentemente da questi consigli, la cosa più importante, come già detto in altre occasioni, è applicarli con flessibilità e saperli utilizzare nelle diverse situazioni. Assolutamente nessuna informazione che sia applicata con rigidezza e fuori dal contesto ci potrà essere utile.

Fonte:
Bond, C. F. & DePaulo, B. M. (2008) Individual Differences in Judging Deception: Accuracy and Bias. Psychological Bulletin; 134 (4): 477-492.

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Invert

Jennifer Delgado Suárez

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