27 maggio 2011

Curare i disturbi psicologici con sedia e casco vibranti


La storia della psicologia include capitoli davvero bizzarri. Alcuni dei trattamenti più rari e degli strumenti più curiosi li abbiamo già considerati, tuttavia, appaiono sempre nuovi dettagli che non smettono di sorprendermi.

Questa volta il creatore illuminato è Charcot, uno dei neurologi più importanti del secolo XIX. Raccontiamo allora un poco di storia: nel lontano 1892 quando Charcot era al termine della sua carriera professionale incontrò un curioso trattamento in una rivista: “Vibration therapeutics: Application of rapid and continuous vibrations to the treatment of certain nervous system disorders”. L’articolo alludeva alla terapia vibratoria per curare alcuni disordini neurologici. Un anno dopo la morte di Charcot il suo discepolo Gilles de la Tourette continuò con il progetto vibrazionale: una sedia vibrante per curare le nevralgie, il dolore alla schiena e il mal di testa.

Le sessioni sulla sedia vibrante potevano durare anche 30 minuti dipendendo dal disturbo da curare. La frequenza, direzione ed intensità delle vibrazioni potevano essere regolate dal terapeuta. I miglioramenti cominciavano a notarsi dopo della quinta o sesta sessione. Questo trattamento era particolarmente efficace nei malati di Parkinson: dopo di una sessione di vibrazoni le persone potevano dormire tranquillamente senza manifestare i movimenti involontari tipici del Parkinson.

Ad ongi modo, l’idea non era del tutto nuova, già Isaac Newton e David Hartley avevano fatto riferimento alla stessa sedia.

Tuttavia, l’invenzione del discepolo di Charcot risultò ancor più strana. Dopo la morte di Charcot non solo Gilles de la Tourette continuò ad applicare le sessioni della sedia vibrante ma addirittura disegnò ed utilizzò un casco per poter fare vibrare solo la testa del malato, nel tentativo di curare l’emicrania e la nevrastenia. Probabilmente è superfluo dire che questa invenzione non ebbe lo stesso successo della sedia, ma anzi, dopo un periodo di tempo il collegio dei medici ritirò la licenza all’inventore.


Anche se può apparire abbastanza assurdo, attualmente la terapia vibratoria viene ampliamente applicata, soprattutto con i malati di Parkinson che riducono così i loro movimenti incontrollati all’incirca del 15% dopo di una sessione.

Fonte:
Goetz, C. G. (2009) Jean-Martin Charcot and his vibratory chair for Parkinson disease. Historical Neurology; 73: 475-478.

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Jennifer Delgado Suárez

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