30 aprile 2011

Il sogno attraverso le culture

I sogni da sempre affascinano gli uomini di differenti epoche e culture, i quali hanno tentato di dargli le più diverse e singolari interpretazioni.

I primi tentativi di spiegare il sogno sono datate 3000 A.C., quando le persone credevano che i sogni fossero esperienze che viveva l’anima fuori dal corpo. La persona che dormiva poteva connettersi con un mondo di spiriti e fantasmi che gli offrivano informazioni premonitrici.

Nell’Oriente primitivo si distinguono le interpretazioni che venivano date ai sogni dei faraoni, che normalmente indicavano il destino che toccava al popolo da loro controllato. Nell’antica Grecia i sogni pronosticavano malattie mortali.

Attualmente queste idee sussitono in alcuni gruppi etnici. In Oceania, tra i Melpa, i sogni quotidiani vengono regolarmente interpretati ed anche se esiste un significato da attribuire ad ogni diverso contenuto, molte volte le interpretazioni non sono dirette ma sono soggette alla creatività ed al buon giudizio dell’interprete. Lo stesso accade tra i Zinacantán, una piccola comunità maya tra i quali addirittura vigono due regole interpretative di base:

1.I sogni sono metafore di eventi futuri.

2.Le immagini dei sogni si concretizzeranno nella realtà ma al contrario.

Nella tribù dei Kogi in Colombia l’analisi dei sogni è parte della quotidianità; ogni abitante è capace di comprendere il significato dei propri sogni anche se esiste una specie di “sacerdote” che viene consultato quando i sogni sono confusi. Ovviamente esiste una simbologia molto specifica per ogni tipo di sogno, così, sognare la neve significa che la persona morirà da vecchio mentre che caricare paglia significa che patirà la fame.

In un altra tribù colombiana, gli Emberá, i “curanderos” (sciamani curatori) utilizzano i sogni per conoscere le cause delle malattie di chi ne è colpito.

Nella Bibbia dalla Genesi al Nuovo Testamento si incontrano più di mille riferimenti a sogni e visioni. Tanto nel Vecchio come nel Nuovo Testamento sono riferimenti a sogni premonitori.

Tuttavia, il Concilio di Trento nel secolo VI D.C. proibì le credenze relazionate con l’onirico giudicandole peccaminose. Così, durante vari secoli il mondo giudeo-cristiano venne privato del diritto di esprimere liberamente le proprie opinioni rispetto alle immagini viste in sogno. Unica eccezione, i sogni raccontati da santi e martiri.

Nei paesi musulmani la lettura dei sogni venne diffusa dal Corano. Era una credenza che si univa alle profezie del Talmud ed alle antiche tradizioni greche e fu l’unica accettata da questo credo religioso.

Maometto ed i suoi discepoli assicuravano che i sogni profetici sono una rivelazione diretta di Allah. Così, quando la cultura araba giunse al suo massimo splendore tra i secoli VIII e XIII; gli interpreti di sogni acquisirono la stessa categoria di profeti. Esistettero migliaia di profeti-interpreti di sogni anche se il più conosciuto fino ai nostri giorni fu Ibn Sirin.

La fede nel messaggio trasmesso attraverso i sogni fece sì che la lettura dei sogni venisse considerata una vera e propria scienza naturale. Per gli adepti di questa arte-scienza esisteva un angelo del sogno chiamato “Sadigun” e che fosse una deità maligna, “Hará”, colei che inviava i sogni cattivi. La credenza popolare sosteneva che il sogno provenisse da due fonti: una negativa e l’altra positiva.

Inoltre, nell’Islam, veniva attribuito ai sogni un importanza che dipendeva dall’ora in cui si producevano. Maometto spiega che i sogni più importanti si generano all’alba.

D’altra parte, nel buddismo tibetano i sogni sono classificati dallo Yoga dei Sogni, che insegna attraverso la sua pratica a mantenersi svegli durante il tempo in cui si sta sognando e fare nel sogno ciò che ci piacerebbe fare nello stato di veglia, questo condurrebbe a vivere ed amare in maniera più intensa. In termini scientifici potremmo dire che si tratta di una forma di allenamento per dominare i sogni lucidi.

In questa credenza i sogni sono considerati un altra realtà valida tanto e quanto lo stato di veglia stesso, e attraverso diversi insegnamenti e pratiche l’adepto andrà apprendendo a riconoscere e dominare la nuova realtà. Inoltre, per il buddismo tibetano esistono tre tipi di sogno: sogni ordinari, sogni chiari e sogni di luce bianca. Nei primi due la persona potrà restare lucida. Nei sogni chiari, esiste una maggiore consapevolezza di ciò che si starebbe sognando e tutti i dettagli vengono ricordati con maggiore nitidezza. I sogni chiari sono considerati più autentici dei sogni “samsarici”, sarebbero l’equivalente dei sogni simbolici nella Psicologia.

Allo stesso modo nei sogni di luce bianca non esiste una definizione del contenuto del sogno stesso, tantomeno un io o “ego” in contrapposizione con il contenuto. Così sognando in questo stato di luce bianca non esisterebbero conflitti o problemi.

Degno di nota menzionare che tuttora, i medici tibetani utilizzano i sogni come metodo diagnostico per le più diverse malattie.

Nella cultura occidentale moderna il significato dimenticato dei sogni venne riscattato dalla psicoanalisi ed anche se oggi nel web proliferano i siti che vendono analisi dei sogni come parte dell’apprendimento di scienze occulte, è certo che l’interpretazione dei sogni è alla portata di tutti sempre che abbiano un minimo di preparazione in questo campo molto affascinante, che ci svela ogni giorno di più i suoi misteri.

Fonti:
Munévar, M. C.; Pérez, A. M. & Guzmán, E. (1995) Los sueños: un estudio científico desde una perspectiva multidisciplinaria. Revista Latinoamericana de Psicología; 27(1): 41-58.

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Jennifer Delgado Suárez

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