17 aprile 2011

Equilibrio mentale: come installare un'antivirus per proteggerlo


Un amico psicologo mi dice a volte scherzando: “Se l’auto si rompe vai dal meccanico, se ti ammali vai dal dottore, se sei depresso o sei stressato vai a consultarti con l’amico o il vicino di casa”. Anche se può sembrarci strano è però vero che spesso tutti agiamo in questo modo, forse perchè pensiamo di essere un po’ tutti psicologi.

Ma l’obiettivo di questo articolo non è quello di rivendicare la figura dello psicologo ma piuttosto quello di coscientizzare il poco che consideriamo avere valore nel nostro equilibrio mentale. Se abbiamo un computer di sicuro avremo installato un’antivirus per difenderlo, ci vacciniamo contro la febbre di stagione ma...cosa facciamo per proteggere il nostro equilibrio psicologico?

Probabilmente le nostre difese mentali sono così scarse proprio perchè non siamo consapevoli dell’effetto devastante che possono avere i pensieri negativi sul nostro equilibrio emotivo.

Quando siamo felici il nostro cervello lavora alla sua massima capacità. Liberiamo endorfine che ci proteggono dal dolore fisico e produciamo una maggior quantità di gamma globuline che rafforzano il nostro sistema immunitario, e interferone, che ci aiuta a combattere le infezioni e i virus.

Allora...perchè non siamo felici? Come possiamo fare per alzare delle barriere che ci aiutino a mantenere il nostro equilibrio psicologico?

A modo d’esempio, molto semplice ma chiaro, possiamo ricreare il funzionamento di un’antivirus. Essenzialmente l’antivirus individua quei programmi o applicazioni potenzialmente dannosi e immediatamente ci propone di scegliere tra: 1. Chiudere l’applicazione, 2.marcarlo come elemento pericoloso, 3. Eliminare il file, 4. Permetterne l’esecuzione. Nell’ultimo caso l’antivirus declina la responsabilità per eventuali danni.

Assumiamo questo semplice algoritmo per alzare barriere contro tutto ciò che potrebbe destabilizzare il nostro equilibrio, così, possiamo esaminare tre diverse forme di pensiero che sono altamente dannose:

1. Auto-flagellazione mentale. Molte volte iniziamo una conversazione con noi stessi recriminandoci di tutto, autocriticandoci in modo distruttivo, e questo conduce alla disperazione... Ci ripetiamo frasi che feriscono, crudeli, quelle cha mai diremmo ad altre persone. Allora...perchè ci trattiamo in questo modo? Rispettarci è una buona maniera per ottenere anche il rispetto degli altri, valutare correttamente i nostri sforzi e farci dei piccoli regali per premiare le nostre conquiste è una maniera per coccolare il bambino che c’è in noi e assicurarci che le cose potranno andare ancor meglio.

2. Monologhi scoraggianti. Altre volte ci sentiamo entusiati e motivati per un nuovo progetto, una nuova relazione, un viaggio che intraprenderemo...ma subito la nostra mente inizia a generare delle idee negative in merito alle nostre capacità di mettere in pratica i nostri progetti, le probabili conseguenze negative, le difficoltà che dovremo affrontare, il tempo di cui necessiteremo...Insomma, il progetto tanto amato spesso rimane solo un sogno. Non esiste un percorso più sicuro che ci porti dritto verso l’immobilità se non quello dei monologhi scoraggianti. Questa strategia ce la autoimponiamo per frenare le nostre emozioni esaltate, cercando la razionalità in ciò che desideriamo intraprendere, ma...attenzione! Una cosa è pensare e pianificare e un’altra ben diversa è convincersi che tutto andrà male.

3. Il ritorno al passato. Quando desideriamo iniziare una nuova attività è normale che ci prenda una certa sensazione di incertezza, siamo inquieti, abbiamo paura. Allora la strategia più comune è quella di tornare al passato, cercare il conosciuto che per noi rappresenta un’appiglio, un punto di partenza nel quale ci sentiamo più tranquilli, non è forse così? Molto spesso ritornare al passato non fa altro che limitare le nostre potenzialità presenti. L’esempio più palpabile sono le persone che soffrono di certe fobie. Generalmente le fobie diventano ancor più intense dopo un evento scatenante, un punto di partenza; quando queste persone devono affrontare nuovamente una situazione simile regrediscono al momento del trauma e non sono più capaci di continuare.

Dobbiamo tenere presente che qualsiasi errore o brutta esperienza che abbiamo vissuto non deve necessariamente ripetersi nel presente o nel futuro. Il passato è composto da una serie di avvenimenti che ci servono come esperienze, che ci arricchiscono il presente, non devono diventare una zavorra che limita la crescita.

Senza dubbio esistono molte altre forme per daneggiare il nostro equilibrio psicologico ma la via più sicura per crescere personalmente è quella di andare avanti lentamente, passo dopo passo. Iniziamo allora installando il nostro antivirus mentale!

CONDIVIDI

Continua ad alimentare i tuoi neuroni

Equilibrio mentale: come installare un'antivirus per proteggerlo
4/ 5
Oleh
Invert

Jennifer Delgado Suárez

Psicologa di professione e per passione, mi dedico a dar forma e contenuto alle parole. Scopri i miei libri

ALIMENTA I TUOI NEURONI

La psicologia sotto una nuova luce...

Vedi i Commenti
Nascondi i Commenti

Prima di scrivere un commento leggi queste regole:
-Non scrivere commenti offensivi o a scopo pubblicitario.
-Sii conciso, non fare commenti troppo lunghi.
-Rispetta il tema del post.
-Non scrivere in maiuscolo, sarebbe come se stessi gridando.
-Il commento non sarà pubblicato immediatamente perché verrà moderato, abbi un poco di pazienza.
Tutti i commenti che non rispetteranno questi requisiti fondamentali saranno eliminati. Non si tratta di una questione personale ma piuttosto si cerca di preservare lo stile del blog.
Grazie per condividere la tua esperienza!

Vedi EmoticonsNascondi Emoticons