15 marzo 2011

L’autoinganno quotidiano


Molte volte si vive buona parte della vita prigionieri degli autoinganni quotidiani. A cosa mi riferisco? Per autoinganno intendo quelle credenze totalmente sbagliate che determinano il nostro comportamento ma che non hanno alcun fondamento se non nella nostra ignoranza e nella inadeguata percezione del mondo che ci circonda. In termini di logica un autoinganno sarebbe un ragionamento logicamente incorretto ma psicologicamente parlando, molto persuasivo.

Gli autoinganni quotidiani sono quei pensieri che ci dettano come agire e come valutare, verità nelle quali crediamo profondamente ma che si basano in una forma ridotta di comprendere la realtà e il nostro ruolo nella stessa.

Così, esiste un buon numero di pensieri con i quali ci autoinganniamo, alcuni dei più comuni sono:

L’autoinganno del controllo: nella vita quotidiana, per quanto ci possa piacere o no, esercitiamo ben poco controllo sull’ambiente che ci circonda. Tuttavia, l’ansia di controllo arriva ad essere alcune volte davvero smisurata: desideriamo controllare la vita dei nostri figli, del partner, degli amici... allora ci autoinganniamo credendo che il nostro potere di controllo si estenda ben oltre i suoi limiti reali. Il pregiudizio si radica nel fatto che tentare di controllare, quando non ne possediamo la capacità, genera un’enorme ansia.

L’autoinganno della giustizia: tendiamo a valutare come ingiusto tutto ciò che non coincide con le nostre necessità e desideri personali. Ci consideriamo il centro dell’universo e partendo da lì decidiamo cosa è giusto o ingiusto, adeguato o meno. Forse sarebbe più semplice pensare in termini di: “Questa legge non è giusta per me ma è giusta per altre persone”, un poco di empatia non fa male a nessuno.

L’autoinganno del cambiamento: “la nostra felicità e il benessere dipendono dal cambiamento degli altri”. Disgraziatamente è uno degli autoinganni più comuni nella società occidentale, tutto deve cambiare eccetto noi stessi, così elaboriamo una lista di responsabili della nostra infelicità e di cose che devono cambiare: il governo, il nostro capo, il traffico, il nostro partner, il professore di scuola...la lista è interminabile. Tuttavia nella maggior parte delle situazioni è sufficiente cambiare la nostra percezione dei fatti, tentare di comprendere le situazioni da una prospettiva diversa; mettersi nei panni dell’altro e tentare di comprendere le sue motivazioni.

L’autoinganno della ragione: “solo noi possediamo la verità assoluta”. Probabilmente è una delle forme di autoinganno più stupide, prima di tutto perchè non esiste la verità assoluta e secondo perchè non possiamo essere certi di essere noi i depositari della stessa. Allora, ergersi come detentori della verità ci converte solo in persone chiuse al dialogo e ci restringe il cammino verso la crescita personale. Capire che le verità che oggi viviamo sono relative e che dipendono in buona parte dalla lente attraverso la quale le si guarda, anche se ci può rendere un poco insicuri, ci rende comunque persone più aperte, sensibili e flessibili.

L’autoinganno della ricompensa divina: rappresentato dalla tendenza a sperare che i problemi si risolvano da sè in futuro grazie all’intervento del divino, della fortuna o del destino. Basta dire che questo autoinganno rappresenta il punto estremo dell’annullamento della volontà e della responsabilità individuali.

Una delle principali problematiche che nasconde l’autoinganno è il suo potere dinamizzante del comportamento unito al suo carattere occulto. Come dire, regola in ogni momento il modo in cui ci relazioniamo con noi stessi e con gli altri, determina la nostra attitudine e infine determina il successo che riusciamo ad ottenere in alcune attività ma normalmente la persone non si rendono conto della sua esistenza.

Gli autoinganni sono quasi sempre rimasti lì nel profondo della coscienza, per cui, ci appare “normale” giudicare ciò che è adeguato e ciò che non lo è partendo dal nostro punto di riferimento, ci sembra “normale” il fatto di possedere la verità assoluta e ci sembra “normale” tentare di esercitare un certo grado di controllo sulle persone e sull’ambiente che ci circonda. Da questa posizione occulta gli autoinganni si vannno facendo sempre più forti o al contrario, quando non li mettiamo in discussione, dato che non possediamo gli strumenti psicologici necessari per affrontarli, ci conducono a vere e proprie difficoltà senza offrirci una via d’uscita.

È ora quindi che ognuno di noi provi ad identificare questi piccoli inganni quotidiani e cerchi di disfarsi delle idee preconcette che li sostengono. Probabilmente la vita non darà un giro di 180 gradi ma senza dubbio ci sentiremo molto meglio con noi stessi.

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L’autoinganno quotidiano
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Invert

Jennifer Delgado Suárez

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