8 marzo 2011

Intelligenza artificiale e robots: mancano solo di un po’ di buon senso


Con il recente sviluppo che sta avendo la robotica e i progressi nel campo dell’Intelligenza Artificiale, con molta curiosità e un po’ di scetticismo la Psicologia si addentra sempre più nel mondo della tecnologia.

Si sa che l’Intelligenza Artificiale sta facendo passi da gigante nel tentativo di produrre un robot che sia il più possibile simile ad un essere umano. Alcuni prototipi sono già stati creati e con risultati “mediamente” accettabili. Tuttavia, una delle principali difficoltà che limitano i ricercatori non risiedono nella logica, che tra l’altro è molto poco utilizzata anche dalla maggioranza delle persone, ma piuttosto nel buon senso.

Il buon senso o il meno comune di tutti i sensi (anche nella robotica) si riferisce alla capacità umana di valorizzare ognuna delle decisioni e potenziali risposte in relazione all’applicabilità oggettiva delle stesse e alle possibili ripercussioni morali e emotive. In altre parole, una determinata soluzione ad un problema può essere molto logica, analizzando freddamente tutti i dati, ma può risultare inapplicabile a causa delle conseguenze di ordine etico o ai danni emotivi che potrebbe provocare. Nello stesso tempo il buon senso permette di discernere tra la quantità d’informazione che ci giunge quotidianamente quale sia quella veramente importante e affidabile.

Precisamente nell’elaborazione di un modello matematico e di un software che imiti il buon senso sarebbero ora coinvolti i matematici e informatici dell’Università dell’Illinois, per il quale si sono visti assegnare un budget di 500.000 dollari. Per il momento hanno fatto solo i primi passi affrontando i primi due problemi: come modellare la possibilità di lavorare con informazioni contradditorie e come organizzare la conoscenza in formati che siano utili per generare nuova conoscenza.

Anche se esisitono molti scettici a questo proposito, mi aggiungo al gruppo di quelli che confidano nelle potenzialità umane, così, non dubito che entro pochi anni questo progetto cominci dare i suoi frutti. Allora noi psicologi dovremo vedercela con altre diverse difficoltà e nuovi disturbi.

Per terminare vi metto qui sotto questa foto relativa ad uno degli ultimi robot di aspetto decisamente molto umano, che è stato esposto alla fiera di Tokyo dell’anno scorso.



Fonte:
University of Illinois at Chicago (2009, Octubre). Researchers Probe Computer 'Commonsense Knowledge'. ScienceDaily. En: http://www.sciencedaily.com¬ /releases/2009/10/091006202858.htm

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Jennifer Delgado Suárez

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