23 marzo 2011

Influenza del gruppo sulla percezione individuale


Siete completamente sicuri delle vostre percezioni? Credete che la vostra capacità di valutare potrebbe cambiare? In quali circostanze? Siete una persona suggestionabile?

Continuando in tema di manipolazione e di livelli di suggestionabilità mi sono ricordata di un antico esperimento realizzato in Psicologia che ho sempre condiviso con i miei studenti e che mi risulta molto significativo per comprendere la dinamica delle relazioni interpersonali in gruppo e i livelli di conformismo.

L’esperimento in questione venne sviluppato da Ash nel 1951, la sua idea era quella di dimostrare il potere della maggioranza sul singolo.

In questo studio, gruppi di otto persone dovevano valutare la lunghezza di tre linee: A, B e C.


Alle persone venne chiesto che decidessero quale linea fosse la più lunga e che esprimessero la loro opinione a voce alta.

Fermiamoci un attimo: valutate voi stessi qual’è la piu lunga. Sicuramente tutti concorderete sul fatto che è la linea A, ma per il 33% delle persone che parteciparono all’esperimento non fu così. La loro percezione variava. Perchè?

Perchè sette delle otto persone che partecipavano in ognuno dei sottogruppi vennero addestrate in precedenza al fine che valutassero in modo errato la lunghezza delle linee. In questo modo, quando veniva il loro turno, le persone “innocenti” vacillavano nella loro risposta e addirittura si allineavano all’opinione del gruppo.

In questo modo Ash afferma che la pressione sociale può agire, essenzialmente, in due modi: provocando un vero cambiamento nella percezione e nei criteri della persona (sarebbe il caso delle persone che sono altamente suggestionabili) o provocando un accordo esterno ma un grande disgusto e disaccordo interno (in altre parole, la persona mente esprimendo ciò in cui non crede per coincidere con l’opinione del gruppo).

In seguito Petrovski, uno psicologo russo, assicurava che esiste una terza forma di condizionamento del gruppo: il confomismo collettivista. Questa nuova variante sostiene che: anche quando la persona non è daccordo con i criteri del gruppo si conforma alle sue opinioni senza sperimentare un disgusto interno perchè gli risulta più importante l’armonia del gruppo piuttosto che far valere i propri criteri.

Oltre alle motivazioni per le quali le persone si possono conformare alle opinioni del gruppo credo che l’essenziale stia nell’analizzare le profonde implicazioni che hanno questi semplici risultati. Casualmente le due critiche principali mosse all’esperimento di Ash mi risultano i punti chiave per riflettere sui risultati. Analizziamole con attenzione:

- Le otto persone che formavano ogni sottogruppo non avevano senso di appartenenza nè affrontavano i complessi processi d’influenza del gruppo perchè il gruppo venne creato artificialmente in laboratorio. Effettivamente, e questo indica che se l’esperimento fosse stato sviluppato all’interno di un vero gruppo coeso, probabilmente questo 33% di accordo sarebbe aumentato considerabilmente, perchè il gruppo avrebbe esercitato un’influenza e un controllo maggiori sulla persona “innocente”.

- Il compito decisionale in merito alla lunghezza delle linee non coinvolgeva emotiviamnte la persona. È certo che non ci sforziamo particolarmente nel distinguere la lunghezza delle linee, se fosse stato messo sotto giudizio il nostro sistema di valori forse i risultati sarebbero stati diversi ma...dovremmo anche tenere presente che, nella stessa misura in cui veniamo coinvolti emotivamente o cognitivamente in un compito, tanta più paura possiamo manifestare di fronte alle critiche dato che erroneamente vengono considerate come critiche alla persona e non al compito che deve realizzare. Così, potremmo essere anche più suscettibili alle opinioni del gruppo.

In questo modo scopriamo che tutti siamo più o meno suggestionabili dall’opinione del gruppo, soprattuto se sperimentiamo un certo senso di appartenenza al gruppo. Il grado di conformismo nei criteri di gruppo possono variare assumendo tre posizioni classiche:

- Il suggestionabile: la persona che accetta e si lascia convincere dai criteri del gruppo senza offrire grande resistenza.

- Il conformista: la persona che non è daccordo con l’opinione del gruppo ma la accetta. In questo caso ci si può riferire al:

* Conformista indolente: non gli interessa assumere una posizione contraria perchè semplicemente non si sente coinvolto nello sviluppo e nel funzionamento del gruppo

* Il conformista critico: assume i criteri del gruppo a partire dalla riflessione che sia meglio per tutti accettare la decisione del gruppo.

- Il critico: la persona che non si lascia convincere, chiede spiegazioni, argomenti pesanti e porta il gruppo ad una discussione che, sempre che sia intrapresa con animo riflessivo e nel rispetto di tutti, può essere molto produttiva e facilitare la crescita di gruppo.

E voi, in che posizione vi situate?

Fonte:
Bond, R., & Smith, P. (1996) Culture and conformity: A meta-analysis of studies using Asch’s line judgment task. Psychological Bulletin, 119, 111-137.

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Jennifer Delgado Suárez

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Ciao, ricordo che ai tempi dell'università gli studi di Ash mi impressionarono molto perchè si evinceva dai colloqui fatti con gli "innocenti" che, in una percentuali di essi, avveniva un vero e proprio mutamento della percezione, come hai ben spiegato anche tu. Da qui si deduceva l'impatto che una maggioranza poteva avere sulle percezioni di una minoranza.
In seguito un altro studioso di cui non ricordo il nome (forse proprio Petrovski?) fece un affascinante ribaltamento della prospettiva sostenendo che questi esperimenti di Ash non mostravano la pressione a conformarsi di una maggioranza su un minoranza ma, al contrario, dimostravano che una minoranza, unita e coesa, poteva influenzare una maggioranza. Il ribaltamento era basato sulla convinzione che l'"innocente"che vedeva le cose come stavano (la linea A piu' lunga delle altre) pur essendo da solo, era interprete del pensiero dominante quindi rappresentava la maggioranza. In quest'ottica i 7 "complici" rappresentavano invece una minoranza che, se unita e coesa, poteva dare il via ad un cambiamento. Tutto molto interessante, a mio parere.

Ciao,
grazie per i complimenti all'articolo. E grazie soprattutto per il riferimento all'esperimento che dici. Per quanto ne sò io gli esperimenti di Petrovsky erano diretti soprattutto a cercare i motivi psicologici e per questo sorse il termine: conformismo collettivista. Ma può essere che abbia anche svolto ulteriori esperimenti che io non conosco. L'ultimo esperimento che tu menzioni è tuttavia senza dubbio più interessante dal punto di vista del marketing e della psicologia sociale.
Un saluto
Jennifer Delgado

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