10 febbraio 2011

Psicologia e passwords

Qual’è la tua password di posta? Qual’è la tua password per iniziare la sessione di Windows? Queste parole-codici potrebbero avere molto da dire in merito alle nostre preferenze, resistenze e al nostro passato. Internet e l’era informatizzata hanno introdotto molti fenomeni nuovi ed interessanti dal punto di vista psicologico ma probabilmente la questione di quale parola scegliere come password è una delle più curiose.

Un azienda inglese ha realizzato uno studio sulla relazione tra le password e la psicologia e ha dimostrato che la maggioranza dei computer è vulnerabile se ci addentriamo un po nella psicologia del proprietario.

Grazie all’analisi, che coinvolse 1200 impiegati, si potè osservare che le persone hanno la tendenza a scegliere come password una parola che rappresenti la loro essenza, con la quale si sentano altamente identificati e precisamente questo è il punto debole. Circa la metà degli internauti ha come password principale il nome della propria amante.

Questo è un processo non cosciente che rende altamente vulnerabili le informazioni degli internauti.

L’intervista stabilisce una tipologia di persone in relazione alle password che utilizzano:

-I familiari: in questo gruppo sono inclusi circa la metà degli utilizzatori abituali di internet, posta elettronica e servizi a pagamento attraverso la rete. Sono persone che utilizzano come password il nome del coniuge, dei figli, del cane o le date di nascita di alcuni di loro. Sono abbastanza disattenti nel curare la propria sicurezza e per chiunque vicino a loro risulterebbe molto facile scoprire le loro password. Intorno al 55% usa varianti del proprio nome, mentre un 20% utilizza il nome dei figli. Queste sono persone che valorizzano la famiglia, condividere con le persone che amano e non hanno una relazione molto stretta con il mondo informatico.

-I fans: è un altro dei gruppi più numerosi rappresentato da un terzo degli intervistati. Queste persone scelgono come password il nome del proprio cantante favorito, un calciatore o un artista. Per esempio, nel Regno Unito le password più utilizzate sono: David Beckham, Madonna e Homer Simpson. Queste sono persone relativamente più giovani di quelle del gruppo precedente, per le quali è molto importante essere alla moda e conoscere tutti i dettagli dei loro idoli, quasi sempre appartenenti al mondo degli artisti o degli sportivi.

-Le persone ossessionate da se stesse: comprendono l’11% degli utenti di computer. Sono coloro che scelgono come password parole come: “dea”, “re”, “supermaschio”... Si può capire come queste persone soffrano di una certa ansia di potere e desiderino ascendere nel sociale possedendo un autostima artificialmente elevata.

-I criptici: costituiscono un gruppo meno numeroso dato che rappresentano appena il 9% degli intervistati. Come indica il loro nome sono coloro che posseggono maggiore sicurezza informatica. Addirittura alcuni di loro utilizzano programmi di criptazione per essere ben sicuri che i loro dati saranno protetti. Sono persone che ahnno una relazione molto forte con il mondo informatico e conoscono l’importanza di proteggere le loro informazioni anche se a volte denotano un certo atteggiamento paranoico.

Un altra tendenza meno popolare ma egualmente interessante sono le persone che utilizzano combinazioni molto semplici come: 12345, abcdef o combinazioni di digitazione che riprendono l’ordine della tastiera: asdfg. Sarebbero persone molto semplici, a cui non aggrada complicarsi la vita e che scelgono la prima soluzione che le viene in mente senza esplorare ulteriori soluzioni.

Anche se non sono convinta che classificare le persone all’interno di schemi predeterminati sia sempre utile, senza dubbio alcuno questa risulta essere una ricerca curiosa che probabilmente darà da pensare a molti.

Fonte:
McAuliffe, W. (2001) Computer passwords reveal workers' secrets. En: ZDNet.

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Jennifer Delgado Suárez

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