16 novembre 2010

Musicolessia: Quando la musica è il nemico


musica

Anche se la musicoterapia è un eccellente opportunità per migliorare gli stati depressivi e l’ansietà, esistono persone che sono allergiche a questa terapia; sono coloro che soffrono di musicolessia o meglio conosciuta come epilessia musicogenica. La persona che soffre di questo disturbo ascoltando alcuni generi di musica soffre di tics nervosi, incontinenza urinaria e spasmi epilettici.

Può esistere una relazione diretta tra la musica ed i sintomi, come dire, la stessa musica può aver originato il disturbo, anche se questa sistuazione suole essere poco comune dato che viene rilevata solo in un 17% dei casi. La variante più comune è quella in cui le note musicali agiscono come semplici elementi scatenanti di sintomi che esistevano già in precedenza.

Il primo caso registrato è datato 1884 ma attualmente si calcola che esistano approssimativamente 150 persone che soffrono questo disturbo in tutto il mondo. Tre su quattro persone manifestano la musicolessia prima dei 25 anni senza distinzione di sesso.

La fonte del disturbo è localizzata nel lobo temporale destro, incaricato di processare la musica ma esiste anche una relazione con il sistema limbico dato che come è ovvio le note musicali generano emozioni diverse. Così, i ricercatori hanno concluso che non è la musica in se stessa a generare il disturbo ma la forma con la quale ogni persona processa gli effetti delle note musicali. A questo proposito esistono due meccanismi scatenanti: 1. Quando ascoltiamo musica questa genera alcune emozioni che sono le responsabili di scatenare i sintomi, per cui, qualsiasi motivo musicale indipendentemente dal genere o qualità potrebbe agire come scatenante e, 2. Rispondiamo in modo inadeguato ad alcune caratteristiche specifiche come per esempio, il canto. Alcuni studi mostrano che le persone che soffrono di musicolessia sono più suscettibili alle voci “impure”, mentre che ascoltando per esempio i soprani i sintomi non si manifestano, probabilmente dovuto al fatto che esiste un maggiore controllo vocale ed una migliore proiezione della voce che non altera la ricezione.

Tuttavia, dovuto anche alla grande varietà di casi esistenti non si è giunti ad una spiegazione generale delle cause ma si è comunque realizzato il primo intervento cerebrale con successo per eliminare la epilessia musicogenica.


Fonti:
Wieser, H. G.; Hungerbohler; Siegel, A. & Buck, A. (2005) Musicogenic Epilepsy: Review of the Literature and Case Report with Ictal Single Photon Emission Computed Tomography. American Psychosomatic Society, 38(2): 200-207.
Brien, S. E. & Murray, T. J. (1984) Musicogenic Epilepsy. Canadian Medical Association Journal, 131(10): 1255–1258.
Dally, D. & Barry, J. (1957) Musicogenic Epilepsy. Report of Three Cases. Psychosomatic Medicine, 19:399-408.

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Jennifer Delgado Suárez

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