19 ottobre 2010

La blasfemia agisce come analgesico?

Maledire o imprecare è abitudinario nella maggioranza delle culture; anche se alcune sembrino prendere la cosa molto in serio come si può osservare nella foto, di certo è che in alcune occasioni le parolacce escono dalle nostre labbra in modo automatico, come una reazione di fronte al dolore. Fino ad ora il perchè delle imprecazioni non aveva richiamato l’attenzione di nessuno psicologo ma recentemente nell’Universitá di Keele, nel Regno Unito, dimostrarono che maledire aumenta la nostra tolleranza al dolore e ci aiuta a sopportarlo più a lungo.

Alcuni teorici hanno assunto in passato che la blasfemia sia una risposta disadattativa di fronte alle esperienze dolorose e che contribuisce solo ad aumentare il dolore e lo stress emozionale, ma la realtà da sempre si occupa di eliminare molte teorie, o almeno questo dimostra la seguente ricerca.

Si sono presi in esame un totale di 67 studenti ai quali venne chiesto di fare due liste: una con cinque parole comuni che loro utilizzerebbero nel caso in cui si ferissero un dito con un martello ed un altra lista con cinque parole che descrivessero una tavola.

In seguito immersero le loro mani in acqua fredda e gli chiesero che le mantenessero nel recipiente il più a lungo possibile. In un caso gli permisero di dire imprecazioni, nell’altro potevano solo menzionare le parole che descrivevano la tavola. I ricercatori misurarono il tempo che gli studenti potevano mantenere le loro mani nell’acqua fredda e gli venne chiesto quanto dolore sentissero. I risultati? Quando i partecipanti imprecavano potevano resistere più a lungo al dolore ed addirittura riportavano meno sensibilità di fronte allo stesso. Ciò nonostante, ci furono differenze tra i sessi. Le femmine percepivano meno il dolore ma aumentava il loro ritmo cardiaco. Perché? Gli investigatori assicurano che le donne hanno una reazione più emotiva di fronte al dolore, sono piú catastrofiste, per questo, anche se lo percepiscono meno le loro reazioni fisiologiche possono essere maggiori, mentre gli uomini imprecano di più ma mostrano meno emozioni di fronte al dolore e per questo, le reazioni fisiologiche sono minori.

Cosí che, imprecare avrebbe un effetto analgesico in certe situazioni. Il perchè non è tuttavia ben definito anche se i ricercatori propongono una spiegazione neuropsicologica: bestemmiare e imprecare non solo induce emozioni negative ma addirittura attiverebbe zone più antiche del cervello agendo come un detonatore che fa scattare la reazione d’allarme, la quale accelera il ritmo cardiaco ma allo stesso tempo riduce la sensibilitá di fronte al dolore.



Alla fine, adesso abbiamo la scusa che giustifica le nostre imprecazioni quotidiane.




Fonte:


Stephens, R. (2009) Swearing as a response to pain. NeuroReport, 120: 1056-1060.

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Jennifer Delgado Suárez

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