21 ottobre 2010

Dipendenza da videogiochi nei bambini

Secondo un vecchio articolo pubblicato dal Washington Post l’8,5% dei bambini che sono abituati a trascorrere il loro tempo con i videogiochi ne sono dipendenti, si faceva riferimento nell’articolo a 3 milioni di bambini dipendenti dal gioco elettronico. Quale ricerca scientifica supportava questa notizia?

Nel 2007 Gentile, effettuò una ricerca su di 1178 ragazzi nordamericani in età comprese tra gli 8 ed i 18 anni. Per la prima volta si ottenne un campionario distribuito geograficamente per tutto il paese e comprendente sesso, età e apparteneza etnica.

Lo studio si basava in 11 domande del tipo: “Stai passando la maggior parte del tempo giocando o programmando la prossima opportunità per giocare?”. Se i ragazzi rispondevano affermativamente dovevano rispondere ad un formulario che includeva sei domande aggiuntive ed al termine venivano classificati come: dipendenti o non dipendenti ai videogiochi. I criteri diagnostici applicati furono quelli che sono inclusi nel DSM-IV, manuale diagnostico dei disturbi mentali.

Così, il 7,9% dei ragazzi risultò essere giocatore compulsivo. Inoltre, se i ragazzi rispondevano con la frase: “qualche volta”, la percentuale saliva al 19,8%.

In seguito molti articoli criticarono la validità dei criteri diagnostici utilizzati ed assicurarono che i giovani sono sì deidcati al gioco elettronico ma non dipendenti da esso.

Diamo uno sguardo alle statistiche spagnole: secondo uno studio realizzato da INTECO (Istituto Nazionale di Tecnologia della Comunicazione) il 40,8% dei locali spagnoli dispone di consolle di gioco. Il 30% dei minori spagnoli usa videogiochi online ed un 28,4% gioca abitualmente.

La pratica dei videogiochi online è prettamente maschile ed aumenta con l’età del minore. Il 37% dei bambini che utilizzano videogiochi online afferma di farlo a pagamento. La spesa mensile media dichiarata dai minori che accedono a videogiochi a pagamento è di 4,5 euro.

Quindi... possiamo parlare di dipendenza o di semplice passione?

Nel DSM-IV si fa riferimento al gioco patologico come ad un disturbo del controllo degli impulsi. La persona deve presentare cinque dei dieci sintomi che si propongono in seguito:

1. Preoccupazione persistente per il gioco, che si manifesta con il rivivere gli episodi di gioco, programmare la prossima esperienza di gioco o pensare ai modi di trovare il tempo ed il denaro per poter giocare.

2. Necessità di giocare quantità crescenti di denaro per conseguire il grado di eccitazione desiderato.

3. Fallimenti ripetuti nello sforzo per il tentativo di controllare, interrompere o evitare il gioco.

4. Inquietudine ed irritabilità quando si tenta di inerrompere o evitare il gioco.

5. Il gioco è una strategia per fuggire dai problemi o per alleviare i sentimenti di disperazione, colpa, ansia, depressione...

6. Dopo aver perso denaro si ritorna a giocare il giorno seguente per tentare di recuperarlo.

7. Si mente alle persone vicine con l’obiettivo di passare più tempo immersi nel gioco.

8. Si commettono atti illegali alla ricerca di finanziamenti per poter giocare.

9. Si è perso, o si è corso il rischio di perdere, relazioni interpersonali a causa del gioco.

10. Si confida che gli altri offriranno il denaro che serve per le necessità quotidiane o quelle causate dal gioco.

Come si può osservare i criteri diagnostici del gioco patologico non sono pensati particolarmente per i comportamenti che assumono gli “appassionati” dei videogiochi. Che fare quindi?

Andando oltre il decalogo del diagnostico, dobbiamo renderci conto che i bambini hanno ben poco controllo sui loro impulsi, precisamente perchè gli adulti sarebbero i responsabili incaricati di aiutarli a sviluppare autocontrollo. È abbastanza normale che i più piccoli si sentano attratti dai colori e dalla fantasia che trovano nei videogiochi nella stessa forma che i bambini di altre generazioni si sentivano attratti dai giochi da tavolo o di ruolo ed in molte occasioni si ritrovavano a pensare a quando potessero essere liberi per giocare di nuovo. Anche questi bambini erano dipendenti dal gioco?

Non sono tra coloro che vorrebbero vedere la dipendenza ai videogiochi già nei bambini, piuttosto nell’adolescenza si potrà procedere addentrandosi in un vero e proprio diagnostico.

Il problema della dipendenza da videogiochi nelle nuove generazioni ha come causa la stessa della dipendenza da Internet che soffrono gli adolescenti: i giovani non vengono preparati a fare un uso responsabile delle tecnologie e queste ultime si convertono in una valvola di sfogo che in seguito diventa una prigione. Non è proibendo i videogiochi o Internet che potremo salvaguardare i giovani ma solo educandoli nell’uso corretto di queste nuove tecnologie.


Fonte:

Gentile, D. (2009). Pathological Video-Game Use Among Youth Ages 8 to 18: A National Study Psychological Science, 20 (5), 594-602.


CONDIVIDI

Continua ad alimentare i tuoi neuroni

Dipendenza da videogiochi nei bambini
4/ 5
Oleh
Invert

Jennifer Delgado Suárez

Psicologa di professione e per passione, mi dedico a dar forma e contenuto alle parole. Scopri i miei libri

ALIMENTA I TUOI NEURONI

La psicologia sotto una nuova luce...

Vedi i Commenti
Nascondi i Commenti

Prima di scrivere un commento leggi queste regole:
-Non scrivere commenti offensivi o a scopo pubblicitario.
-Sii conciso, non fare commenti troppo lunghi.
-Rispetta il tema del post.
-Non scrivere in maiuscolo, sarebbe come se stessi gridando.
-Il commento non sarà pubblicato immediatamente perché verrà moderato, abbi un poco di pazienza.
Tutti i commenti che non rispetteranno questi requisiti fondamentali saranno eliminati. Non si tratta di una questione personale ma piuttosto si cerca di preservare lo stile del blog.
Grazie per condividere la tua esperienza!

Vedi EmoticonsNascondi Emoticons