9 maggio 2010

Domande e risposte circa la musicoterapia. Credenze errate e modi di utilizzo

Usare la musica per ottenere I fini desiderati non è un obiettivo facile. Per questo, anche se avete letto l’articolo: Musicoterapia, come utilizzare la musica con fini terapeutici? Forse vi resta ancora qualche incertezza.

Tutti i tipi di musica hanno effetti sulla nostra psiche? Sì, tutti i brani musicali esercitano un effetto sui nostri stati d’animo, alcuni hanno un effetto più evidente e altri un po’ meno ma, NON tutti sono raccomandabili per ottenere effetti terapeutici. Esistono alcuni brani che provocano non solo eccitazione del sistema nervoso ma anche ansia o effetti depressivi. Un esempio di effetto ansia che può provocare una opera musicale lo si può verificare ascoltando il conosciutissimo: Volo del Moscone.




Da cosa dipendono gli effetti della musica? In primo luogo dalle caratteristiche dei brani stessi:

Strumenti: Gli strumenti a corda hanno normalmente un effetto malinconico, mentre gli strumenti a fiato si distinguono per dare allegria. Gli strumenti a percussione si caratterizzano per il potere ritmico, liberatore e incitatore all’azione ed al movimento.

Tempo: I tempi lenti suscitano dignità, calma, sentimenti positivi, serenità, tenerezza e tristezza. I tempi rapidi promuovono allegria, eccitamento e vigore.

Ritmo: I ritmi lenti propiziano pace e serenità mentre che i rapidi favoriscono l’attività e la necessità di esternare i sentimenti, anche se in eccesso possono provocare stress.

Armonia: Gli accordi consonanti sono associati all’equilibrio, al riposo e all’allegria. Gli accordi dissonanti si associano all’inquietudine, al desiderio, la preoccupazione e l’agitazione.

Tonalità: I modi maggiori sono spesso allegri, vivi e graziosi, provocano apertura. I modi minori evocano intimità, malinconia e sentimentalismo; favorendo l’introversione.

Altezza: Le note acute hanno effetto sul sistema nervoso provocando una reazione di allerta ed un aumento dei riflessi. Aiutano anche a svegliarsi o a eliminare uno stato di depressione. L’udito è sensibile alle note molto acute così che se sono molto intense e prolungate possono danneggiarlo ed anche provocare uno squilibrio nervoso. I suoni gravi hanno effetti depressivi, generano pessimismo o tranquillità estrema.

Intensità: Per quanto rilassante possa essere un brano musicale, se il volume è molto elevato può causare irritazione.

In secondo luogo gli effetti della musica dipendono dalla concentrazione che vi dedichiamo. Non ha lo stesso effetto rilassante un brano ascoltato in modo distratto che un tema che si ascolti nella posizione adeguata, adottando un tipo di respirazione e concentrandosi solo nelle sue note.

Solo la musica dei grandi classici è adeguata per essere utilizzata nella musicoterapia? No, come già avevamo detto, la musica New Age e in genere la musica che utilizza i suoni della natura è eccellente. Anche la musica moderna può essere utilizzata ma solo in casi estremi dato che è molto semplice e fa anche uso di parole e lettere. Queste ultime attivano nel nostro cervello tutta la zona dedicata al linguaggio e alla decodificazione, così che è abbastanza sconsigliabile per ottenere stati di tranquillità, pace, concentrazione e rilassamento.

Tutte le persone percepiscono lo stesso effetto ascoltando gli stessi brani musicali? Sì e no. Normalmente la maggioranza delle persone ottiene lo stesso effetto secondo l’opera musicale, ma in alcune occasioni questo effetto può essere più o meno intenso. Ogni persona ha i suoi brani preferiti, che le danno piacere, ed altri che le generano tensione, normalmente ciò è dovuto alle loro esperienze o credenze. Meglio è quindi, ascoltare vari brani musicali prima di trovare quello giusto che ci darà gli effetti desiderati. Per esempio, chi detesta i grandi classici, si sentirà incomodo ascoltando queste opere, è così meglio che ascolti musica che ricrei i suoni naturali.

 
Fonti:



Benenzon, R. O.(1985) Manual de musicoterapia. Barcelona: Paidos.


Sobey, K. & Woodcock, J. (1999) Psicodynamic music therapy. Consideretion in training. Process in the Arts Therapies, Ed. Jessica Kingsley.

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