9 gennaio 2010

Dizionario di Psicologia lettera S











scarto quadratico medio vedi deviazione standard.

scarto semplice medio (o deviazione media)vedi media.

schema (Piaget)
ciò che è generalizzabile di un'azione. Modalità di organizzazione dell'esperienza.

schema (cognitivismo)
struttura cognitiva (script) che collega degli elementi su base spaziale e temporale, cioè in fatti (eventi) che possono anche prevedere per gli elementi considerati delle particolari funzioni.

schizofrenia 
psicosi caratterizzata da progressivo distacco dall'ambiente sociale. In particolare essa è caratterizzata da dissociazione psichica (divisione, separazione, non legame, ecc.), cioè dalla sorprendente non utilizzazione di comuni associazioni fra cose o eventi, ad esempio tra un lutto e il dispiacere. Si distinguono varie forme di schizofrenia. Alcuni studiosi ritengono che tale termine, sia, comunque, un termine generico utilizzato per psicopatologie fra loro anche molto diverse, aventi in comune.

schizofrenia paranoide
psicosi di tipo schizofrenico, con deliri non sistematizzati ed allucinazioni, prevalentemente di tipo persecutorio.

schizotimico (Cattell) 
soggetto caratterizzato da rigidità, sospetto ed orgoglio.

sclerosi tuberosa 
anomalia genetica che causa anche ritardo mentale.

script
vedi schema.

Sè (Jung)
equilibrio (da raggiungere) tra le diverse istanze della personalità, che garantisce una identità reale.

selezione naturale (Darwin)
teoria evoluzionistica basata sul principio che tendono a sopravvivere gli individui che in maggior grado possiedono le caratteristiche che favoriscono l'adattamento ad un particolare ambiente. Ne deriva che tali caratteristiche hanno una maggiore probabilità di essere trasmesse ai nuovi nati rispetto a quelle che caratterizzano i membri della specie non sopravvissuti e che con il passare del tempo l'adattamento della specie (se nel frattempo l'ambiente non cambia) tende ad essere ottimale.

segno (linguistica - Piaget)vedi simbolo.

segni, linguaggi dei
linguaggi non verbali costruiti per la comunicazione con e tra individui non udenti (es. ASL, American Sign Language).

semantica (linguistica)
teoria generale e studio storico del significato delle parole.

semantica, memoria
modalità di organizzazione delle informazioni per definizioni. Viene differenziata dalla memoria episodica (vedi).

semantico (linguistica)
aggettivo, che si riferisce al significato.

semivocale
le semivocali sono i suoni brevi, prodotti con una forte restrizione del canale fonatorio, con la lingua cioè che sale verso il palato fino al limite oltre il quale non si producono più vocali, ma consonanti. In Italiano sono semivocali la "i" e la 'u' di aia e di nuovo.

sensibilizzazione 
aumento della reattività ad uno stimolo per effetto della sua ripetizione.

senso-motoria, intelligenza (Piaget)
che dà luogo a comportamenti con l'uso intenzionale del coordinamento mezzi-fini, ma non utilizza immagini ed azioni mentali (cioè senza la presenza dell'oggetto o dell'azione rappresentati).(dai 10 ai 18 mesi circa).

sensoriale, memoria o registro
il sistema di memoria che funziona solo per una frazione di secondo durante l'elaborazione sensoriale, trattenendo una breve impressione dello stimolo che si è esercitato su un particolare organo sensoriale. Le informazioni significative vengono trasferite alla memoria di lavoro.

seriazione, operazione di (Piaget)
operazione consistente nell'ordinare (seriare appunto) gli elementi di una stessa classe sulla base del progressivo aumento o diminuzione dell'intensità con cui una certa qualità comune (ad esempio la diversa altezza in un insieme di aste non uguali)è presente.

shaping (o "apprendimento per approssimazioni successive")
procedura di apprendimento che consiste nel modificare il comportamento del soggetto con progressivi avvicinamenti alla situazione obiettivo.

significatività (statistica)
attendibilità o rilevanza della misura di una caratteristica o di un fenomeno che è desunta da una rilevazione. (Vedi coefficiente di correlazione)

simbiotica, fase (Mahler)
situazione caratterizzata da una prima differenziazione (a partire circa dal secondo mese di vita) dell'unità bambino-madre e in cui c'è una vaga consapevolezza di un oggetto che soddisfa i desideri del bambino.

simbiotica, sindrome (Mahler)
psicosi caratterizzata da fissazione o regressione alla fase simbiotica (vedi).

simbolico, pensiero (Piaget)
che utilizza anche le rappresentazioni di oggetti non presenti e di azioni non ancora effettivamente compiute. Di norma dai 18 mesi di vita.

simbolo (linguistica - Piaget)
alcuni studiosi, tra cui Piaget, considerano il simbolo un significato che conserva una somiglianza strutturale nei confronti del significato (ad esempio i disegni schematici di una casa o di un albero) e un segno un significato che non mantiene alcuna somiglianza con il significato.

sincretismo
"Fenomeno per cui la percezione della struttura di insieme ostacola la enucleazione e l'individuazione delle singole parti, per cui il tutto resiste alla scomposizione alla quale lo si vorrebbe sottoporre". (Petter, 1992, op. cit. a pag. 56)

sincronica, analisi (linguistica)
studio e descrizione dei fatti linguistici di un momento determinato; su un piano orizzontale.

sindrome 
complesso di sintomi che tendono a presentarsi assieme e che vengono considerati come tipici effetti di specifiche cause (accertate o presunte).

sintagma (linguistica)
combinazione di due o più segni che costituisca una unità sintattica pressoché autonoma.

sistemica, terapia 
approccio psicoterapico in cui oggetto dell'intervento è il nucleo familiare (sistema), non il singolo individuo.

Società
insieme di individui (popolazione) che risiede in un territorio definito, i cui membri condividono una cultura comune che permette la soddisfazione dei bisogni sociali ed economici e che è politicamente indipendente.

soggetti identici
in un esperimento: utilizzazione degli stessi soggetti in ciascuna delle condizioni sperimentali.

sovrageneralizzazione semantica
fenomeno per cui il bambino riferisce una parola, legata a un elemento, anche a tutto l'insieme di cui l'elemento è parte, e quindi anche a tutte le parti incluse in detto insieme o accosta elementi sulla base delle loro qualità vistose percettive o funzionali, producendo a volte anche collegamenti a catena.

spastica, forma 
disabilità motoria caratterizzata da aumento persistente di riflessi di stiramento cui consegue un disturbo del tono muscolare.

sperimentazione (Mahler) 
fase di intensa esplorazione del mondo esterno, a cui corrispondono tentativi anche decisi di separazione dalla figura materna.

Spermatozoo
cellula riproduttiva maschile, prodotta dai testicoli a partire dalla pubertà.

Status
indica la posizione sociale di un individuo.

stereotipo
insieme di credenze sugli attributi personali di una categoria sociale. Secondo G.W. Allport lo stereotipo è "un atteggiamento preesistente ... cos" forte ed inflessibile da distorcere seriamente percezioni e giudizio". Come Allport molti altri studiosi utilizzano questo termine attribuendogli non un significato neutro (e cioè un atteggiamento che si fonda sulla rilevazione delle caratteristiche comuni ad un gruppo, o comunque caratterizzanti rispetto ad altri gruppi), ma un significato negativo, sottolineando perciò il fatto che esso porta a generalizzazioni indebite.

Strato
insieme di individui che hanno in comune una o più caratteristiche socialmente riconosciute e considerate verticalmente, cioè come più o meno importanti.

stroboscopico, movimento (Wertheimer)
percezione di movimento apparente derivato dalla successione di immagini in rapida sequenza. Nel movimento stroboscopico le immagini devono avere caratteristiche tali da poter essere unificate dall'osservatore per vicinanza (e questo determina la traiettoria del movimento) e per somiglianza (o massima stabilità dell'oggetto in movimento fenomenico).

strutturalismo 
approccio teorico presente in varie discipline (ad esempio, oltre che in psicologia, in antropologia, sociologia e linguistica), secondo il quale i fenomeni vanno considerati non isolatamente gli uni dagli altri, ma come elementi di una struttura, cioè nel loro funzionamento all'interno del sistema di appartenenza. E' importante notare che in psicologia questo termine è utilizzato sia con il significato di cui sopra (ad eempio per la psicologia della Gestalt o per Piaget) sia per riferirsi alla scuola di Wundt. In questo secondo caso ci si riferisce al fatto che gli studiosi appartenenti a questa scuola si prefiggevano lo studio della "struttura" della mente, riconducendola ai suoi elementi fondamentali.

struttura mentale (Piaget)
organizzazione che l'attività intellettuale si dà nello svolgere le proprie funzioni (di adattamento ed organizzazione) in rapporto a certi contenuti.

sublimazione (psicoanalisi)
meccanismo di difesa che esprime un aspetto fondamentale del funzionamento dell'Io, consistente nello spostare energia psichica da un obiettivo disapprovato dalla realtà esterna o dal Super-Io ad uno socialmente accettabile.

superamento delle convenzioni (sviluppo morale - Kohlberg) 
livello dello sviluppo del pensiero morale "caratterizzato da un costante riferimento a principi morali autonomi che abbiano validità ed applicazione indipendentemente dall'autorità dei gruppi o delle persone che li professano ed indipendentemente dall'identificazione dell'individuo con tali persone o gruppi." (Kohlberg, 1974, op. cit. a pag. 297)

Super-Io (psicoanalisi)
una delle tre istanze della personalità, assieme a Es e Io, cioè quella che tende ad indirizzare il comportamento con riferimento a norme, divieti, proibizioni, principi morali. Secondo Freud esso è soprattutto il prodotto della risoluzione del complesso edipico, mentre secondo la Klein esso è presente fin dal primo anno di vita. (Vedi Io)

Fonte: Il glossario qui sopra è ripreso dal volume R. Vianello (1998), Psicologia dello sviluppo (Bergamo, Junior - terza edizione.).

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